Vucic battezza a Belgrado il progetto da 3,5 miliardi

BELGRADO. Un po’ in sordina, sommersa dal clamore dell’emergenza migranti, nella capitale serba il premier Aleksandar Vucic ha posato la prima pietra del megalitico (megalomane per gli oppositori) progetto di “Belgrado sull’acqua”, ossia la clamorosa ristrutturazione urbanistica della città lungo la Sava.
Un progetto, lo ricordiamo, da 3,5 miliardi di euro che saranno erogati dalla società costituita dalla Citta di Belgrado, lo Stato, e l’azienda Eagle Hill degli Emirati arabi uniti. Come da accordi già sottoscritti nella nuova società lo Stato serbo avrà il 32% delle azioni mentre il partner degli Emirati il 68%. Il progetto dovrebbe essere ultimato in 30 anni anche se la maggior parte delle opere previste dovrebbe venire alla luce già nel primo ventennio.
Nella nuova città lavorerebbero circa 13mila persone, mentre vi abiterebbero in 17mila. Su 177 ettari lungo le sponde del fiume Sava sarà costruito più di un milione di metri quadrati di superficie per abitazioni e 750mila metri quadrati di superficie adibiti a uffici, ci saranno 62mila metri quadrati di superficie pubblica e 242mila metri quadrati di verde. Secondo le stime l’industria delle costruzioni della Serbia, in grave crisi già da molti anni, ricaverebbe dai lavori un miliardo di euro. Per realizzare l’imponente opera il governo serbo ha emanato una “lex specialis” in base alla quale saranno accorciati i tempi burocratici per le necessarie autorizzazioni e licenze edilizie.
Alla posa delle prima pietra, presenti le più alte autorità dello Stato e della municipalità della capitale serba, ma di fronte anche a un migliaio di cittadini che hanno manifestato la propria contrarietà al progetto, il premier Aleksandar Vucic ha affermato che a Belgrado ora sta crescendo una nuova città. Ha aggiunto che le abitazioni e i grattacieli saranno costruiti da operai serbi e che il progetto contribuirà alla crescita del Prodotto interno lordo e dell’occupazione. La posa della prima pietra secondo il premier rappresenta una data storica per Belgrado, la Serbia e il suo popolo in quanto la capitale tra dieci anni diventerà un importante centro turistico che sarà visitato più di Budapest.
A coloro che protestavano, un migliaio di persone in tutto che i partiti dell’opposizione hanno fatto affluire a Belgrado anche da Novi Sad, Smederevska Palnka e Velika Plana, e che contestavano l’anti-costituzionalità del progetto, il premier Aleksandar Vucic ha replicato che sulla costituzionalità si pronuncia solo la Corte costituzionale. Per 70 anni le precedenti amministrazioni, ha proseguito il primo ministro, a Belgrado non hanno mosso neppure un sassolino, ma hanno realizzato un immondezzaio e oggi si protesta perché qualcuno ha iniziato a lavorare.
L’opposizione, ha affermato Vucic, può portare in piazza anche mezzo milione di persone contrarie al progetto ma sorge la domanda se faranno anche qualcosa oltre che a rubare. E questo, ha concluso, la gente comune lo vede, accusando i manifestanti di non capire il valore dell’opera pronti solo a protestare senza però avere dei validi argomenti alle spalle.
A posare la prima pietra, assieme al premier Vucic, è stato anche il rappresentante della Eagle Hills, Mohamed Alabbar il quale ha ribadito che “Belgrado sull’acqua” è un vero e proprio diamante e ha assicurato di avere con Vu›i„ lo stesso scopo, ossia trasformare l’aspetto attuale della capitale della Serbia creando così uno sviluppo per l’intero Paese.
Alabbar si è detto altresì certo che “Belgrado sull’acqua” sarà un centro di servizi e di affari, ma anche un’importante area residenziale che darà un nuovo spazio commerciale e turistico a Belgrado e alla Serbia intera.
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