Zanella: «Sì alle Zone 30 ma servono i controlli»

Ben vengano nuove “Zone 30” in città, a patto che ci siano controlli da parte dei vigili urbani.

Ad auspicarlo la consigliera comunale Alessandra Zanella (Percorsi goriziani) che incalza Stefano Ceretta, vicesindaco e assessore comunale a Viabilità e Polizia locale. Parte con una veloce premessa. «Prendo lo spunto - dice - dall’articolo uscito nei giorni scorsi sul Piccolo, dedicato alle Zone 30 di prossima realizzazione in corso Italia. Che Gorizia abbia bisogno di diventare “slow” per quanto riguarda il traffico è cosa nota. È una necessità condivisa ed auspicata da tutti. La mancanza di piste ciclabili insegna. La cosiddetta Zona 30, prevista dal Codice della strada, dovrebbe imporre agli “automobilisti frettolosi” di cui avevo già parlato in altre occasioni, una riduzione della velocità a 30 chilometri orari, appunto».

Zanella entra nel cuore della questione. «L’istituzione di tali zone a velocità limitata, già attuata in alcune strade cittadine, si è rivelata però un fallimento in quanto il limite non viene rispettato: anzi, il limite 30 sembra quasi un invito ad accellerare, trasformando queste strade in pericolose piste da corsa in particolare laddove non sia presente un minimo di marciapiede. Probabilmente corso Italia non soffrirà, fortunatamente, di questo problema, stante la presenza della nostra Polizia locale. Ma questo, purtroppo, non accade ovunque e le zone 30 periferiche già istituite, rimangono abbandonate agli emulatori di Hamilton e compagni. Lì, la Polizia locale non si vede mai».

Conclude l’esponente d’opposizione: «Comprendo le difficoltà pratiche di organizzazione del servizio di vigilanza con il numero di agenti a disposizione e rimango sempre convinta dell’efficacia dei rallentatori del traffico, previsti dal Codice della strada a determinate condizioni. Ne troviamo ovunque, ma fuori da Gorizia». —



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