Zanolla e Pagotto alla prova sull’enoteca e l’ex caserma

GRADISCA
Dieci anni di differenza, ma un’età che – soprattutto in politica – in fondo consente a entrambi di rientrare ancora a pieno titolo nella categoria “giovani”. Alessandro Pagotto, 44 anni, e Marco Zanolla, 35 anni: sono loro i prescelti dal sindaco Linda Tomasinsig per colmare il vuoto apertosi in giunta con le sofferte dimissioni di Enzo Boscarol per gravi ragioni familiari. Il cursus honorum – secondo mandato per entrambi gli esponenti Pd, da assessore l’uno e da capogruppo l’altro – li porterà ad occupare rispettivamente il ruolo di vicesindaco (Pagotto, già titolare di Urbanistica e Lavori pubblici) e di “superassessore” (Zanolla). Perché questo, in fondo, è stato Enzo Boscarol nel suo mandato e mezzo durato 7 anni: l’autentico hardware dell’esecutivo, essendo titolare di Bilancio, Finanze, Cultura, Commercio, Turismo e Attività produttive, che Zanolla eredita in blocco dal suo predecessore.
Roba da far tremare i polsi, specie se alla prima esperienza. Mettiamoci poi che il debutto è avvenuto in una seduta interminabile – oltre 4 ore – del Consiglio comunale, tanto per saggiare subito il clima agonistico. La discussione sul bilancio e il Dup in realtà è stata condotta dal sindaco Tomasinsig, che ha dato voce all’ultimo lavoro di Boscarol. Ma da ieri Zanolla ha raccolto a tutti gli effetti il testimone. Da dove partirà? «Non è bastata un’intera giornata per completare la ricognizione su tutti i progetti che stava seguendo Enzo – spiega il neoassessore – ma mi sento di dire che le priorità saranno tre: le riaperture delle attività che vanno subito messe in condizioni di lavorare al meglio, la calendarizzazione degli eventi e iniziative culturali stoppati dal Covid, la querelle-Enoteca». Già, la “Serenissima”. Tema che ha subito infiammato il Consiglio, per lo stallo infinito fra Comune e penultima gestione. Una storia di crediti e fallite transazioni che da 3 anni tiene mestamente chiusa quella che fu la seconda enoteca pubblica d’Italia. «Il sindaco l’ha detto chiaramente, due sono le strade: o si trova un’intesa con la controparte o rimane la via giudiziale. E quest’ultima se possibile va evitata, perché allungherebbe a dismisura i tempi per indire un nuovo bando di gestione e tornare a disporre dei locali. Incontrerò quanto prima la controparte per riallacciare il dialogo e cercare un’intesa – prosegue Zanolla –. Non c’è altro tempo da perdere: l’enoteca incarna quella che è l’attrattività che vorremmo per Gradisca: eccellenze del territorio, enogastronomia, turismo slow, cultura». In un contesto di alleanze turistiche fra comuni (vedi il “Grande Collio”) la cittadina dà l’impressione di essere isolata, quasi di “ballare da sola”. Impressione o verità? «Qualcosa di vero c’è, ed è una questione, temo, squisitamente politica. Attorno a noi il contesto è mutato rispetto al primo mandato Tomasinsig e qualcuno sembra farcelo pesare. Ma abbiamo tutto per farci ascoltare e risultare attraenti: storia, cultura, eventi, strutture ricettive di prim’ordine. Siamo ai vertici in regione per pernottamenti e Casa Maccari nel suo primo anno di apertura ha registrato 30mila presenze: qualcosa vorrà pur dire. Ci ritaglieremo un ruolo: anche in vista della Capitale Europea della Cultura, non vedo perché non dovremmo esserne protagonisti».
Consiglio comunale piuttosto rovente anche per il neo vicesindaco Pagotto, sottoposto al fuoco di fila dell’opposizione sul piano triennale delle opere pubbliche e sul caso della nuova scuola: non più all’ex caserma Toti Bergamas, si adeguerà il polo di via Garibaldi. «A volte le critiche sono improntate sulla forma più che sulla sostanza – l’analisi –. Ma il confronto con l’opposizione è stato corretto e credo di avere soddisfatto le loro domande, anche quelle che esulavano da quanto in discussione. Spiace ereditare l’incarico di vice in una situazione dolorosa come quella che ha riguardato l’amico Boscarol e al contempo ringrazio il sindaco per la sua fiducia. Un progetto che vorrei caratterizzasse la seconda metà mandato? Ingiusto scegliere, ma la realizzazione del Parco dell’Isonzo lungo le mura e le aree golenali è una novità in cui crediamo molto». —
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