Zoran lancia la sfida a Kolinda per le presidenziali in Croazia

TRIESTE Se ne era andato sbattendo la porta dietro di sé. Ha aperto una società di consulenza per il business forte delle conoscenze acquisite quando era premier. Ora quella porta l’ha riaperta ed è tornato. Per candidarsi a presidente della Repubblica. Zoran Milanović è ufficialmente l’uomo dei socialdemocratici (Sdp) in campo per cercare di togliere lo scettro di capo dello Stato all’attuale “regina” Kolinda Grabar Kitarović che, contemporaneamente, ha ricevuto la benedizione dell’Hdz del premier Andrej Plenović quale propria ria candidata alle presidenziali in Croazia che si svolgeranno alla fine dell’anno in corso. E la campagna elettorale, quella ufficiosa, è aperta.
Ha nicchiato fino all’ultimo Milanović assomigliando sempre più al personaggio del film “Ecce bombo” quando dice: «Mi si nota di più se vengo, mi metto in un angolo e non parlo con nessuno oppure se non vengo?» Alla fine lui è venuto e ha intenzione di parlare, eccome, visto che il suo slogan elettorale sarà: «Presidente con carattere». Il presidente della Sdp Davor Bernardić è stato chiaro: «Mi aspetto che Milanović vinca le elezioni e ridia così dignità alla carica di capo dello Stato». Ma Milanović torna in un momento che vede il suo partito estremamente diviso in correnti l’un contro l’altra armate ma che non sono state in grado di proporre un nome in grado di tenere testa all’uscente Grabar Kitarović. Così Milanović, premier dal dicembre 2011 al gennaio 2016 e leader della Sdp dopo Ivica Račan e fino all’ultima debacle elettorale del 2016, ritorna nell’agone politico. Di lui si parla molto in queste ore qui in Croazia. Uomo “impegnativo” che distrugge per sfinimento i suoi collaboratori, politico che aveva affermato: «Non vorrei mai essere capo dello Stato, quella è una funzione da abolire» e oggi , invece, proprio per quella funzione si gioca la faccia e la carriera. Gli analisti croati lo definiscono un «litigioso» che dovrà affrontare la «ambiziosa» Kolinda che, secondo alcuni, «andrà a nozze con lo slogan di Milanović: “presidente di carattere”». Per ora Milanović non ha espresso giudizi sulla sua avversaria. Ha affermato che se sarà presidente «anche la Croazia diventerà un Paese che ha una sua chiara posizione, in grado di difenderla senza cadere in inutili scontri». Ed è convinto che con lui al Pantovčak anche il Paese godrebbe di un maggiore rispetto internazionale.
Parole forti, intenzioni chiare, ma c’è un “ma” che si chiama Kolinda Grabar Kitarović. La presidente uscente gode di buona visibilità internazionale che si è guadagnata anche con le sue “comparsate” all’ultimo campionato del mondo di Calcio dove la “sua” Croazia si è classificata seconda quando, al Parco dei Principi di Parigi ha letteralmente tolto la scena televisiva al pur trionfatore Emmanuel Macron con i suoi “blues”. È astuta Kolinda e ha alle spalle il partito di maggioranza relativa del Paese quell’Hdz ben radicato nel sistema Paese. Tutti i sondaggi la danno per vincente se pur non al primo turno. Nelle ultime settimane ha subito la “scomunica” delle formazioni della destra più estrema del Paese, ma lei non molla. Già il prossimo 5 agosto vuole andare al concerto che il turbo-rocker filo ustascia Thompson terrà a Gospić per celebrare il Giorno della vittoria nell’Operazione Tempesta sui serbi. Ufficialmente Thompson non avrà nulla a che fare con la campagna elettorale di Kitarović, ma le regalerà un’immagine che in Croazia vale molti, ma molti voti. —
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