A Trieste cinque sere di Egittomania nel giardino del Winckelmann per decifrare i geroglifici

Dal 2 al 30 agosto “Archeologia di Sera” al Museo d’Antichità che celebra il bicentenario

della scoperta della scrittura e il centenario del ritrovamento della tomba di Tutankhamon

Federica Gregori

TRIESTE «Una professionista che legge i geroglifici come noi leggiamo il Piccolo». Spiritosa ma calzante la presentazione dell'assessore Giorgio Rossi dell'egittologa triestina Susanna Moser che, insieme alla conservatrice del Museo d’Antichità Winckelmann Marzia Vidulli, ha illustrato ieri in Comune i punti forti di “Archeologia di Sera 2022”, la rassegna che si svolgerà le sere di tutti i martedì di agosto nel giardino del museo all'interno del cartellone di Trieste Estate. Il tema scelto è accattivante, visto le importanti ricorrenze che cadono quest'anno: "Egitto.22", questo il focus, prenderà il via al Winckelmann il 2 di agosto, per continuare il 9, il 16, il 23, e il 30. Orario d'inizio, le 20.30, e con ingresso libero (da piazza della Cattedrale 1).

gli spazi

«Siamo arrivati all'ottava edizione - racconta Marzia Vidulli -; prima, nella nostra storia, c'era "Musei di sera" che si svolgeva in tutte le sedi dei civici musei cittadini. Poi i colleghi hanno incontrato diverse difficoltà, a conseguenza delle quali per alcuni anni abbiamo realizzato la manifestazione soltanto al Museo Teatrale Schmidl sul canale. Ora invece da otto anni possiamo realizzare “Archeologia di Sera” nel giardino del Museo: il Winckelmann ha questo vantaggio di possedere un'oasi verde in mezzo alla città, e abbiamo la possibilità di godere di questa location splendida».

la collezione

Sembra incredibile ma dopo decenni ancora troppi triestini non sanno che il Winckelmann ospita un'importante collezione egizia di un migliaio di pezzi giunti dall’Egitto tra ’800 e primi ’900 grazie all’intenso traffico mercantile del porto, tra rilievi, stele, sarcofagi finemente decorati e mummie intatte. Lo racconta ancora Vidulli. «In queste serate che si snoderanno lungo cinque martedì di agosto - spiega - approfondiremo sempre argomenti collegati ai nostri materiali: la nostra funzione è quella di avvicinare sempre di più i visitatori. Parlando di Egitto e della collezione inaugurata nel 2000 ancora trovo cittadini che non lo conoscono. Il museo è frequentatissimo: tante famiglie con bambini, moltissimi stranieri che manifestano il loro apprezzamento». Il lavoro museale, chiarisce la conservatrice, va di pari passo a quello di messa in sicurezza e ammodernamento delle sale: dalle porte tagliafuoco ai "Qr code" già posizionati nella sezione romana che permetteranno approfondimenti «e che continueremo nelle restanti sale».

I due anniversari

Non si poteva non tener conto dei due centenari, imprescindibili, che cadono quest’anno: il 1822 è innanzitutto l'anno in cui vengono decifrati i geroglifici, spalancando la possibilità di conoscere i testi e ascoltare “in diretta” i racconti dell’epoca faraonica. Cent’anni dopo, nel 1922, ha luogo la più importante e famosa scoperta: quella della tomba del faraone bambino Tutankhamon - salito al trono a 9 anni e morto a 18 - intatta e colma di uno sbalorditivo assortimento di oggetti funerari.

L’interpretazione

Ecco quindi il focus sui reperti della collezione egizia triestina con una novità: la lettura dei geroglifici, interpretandone un segno alla volta e diventando tutti egittologi provetti. Sarà Susanna Moser a guidare i visitatori in questo percorso: «Lo scopo di queste serate - spiega la studiosa - sarà quello di dare un'idea di questa strana scrittura così affascinante che compare su quasi tutti gli oggetti della civiltà egizia (per fortuna erano grafomani, fornendoci così un mondo di informazioni), del come ci si approccia, per imparare a capire che è un sistema comprensibile che ci dice tante cose e fa parlare persone vissute migliaia di anni fa: persone che risultano, alla fine, vicine a noi e, in certi casi, anche molto moderne nelle loro lamentele o viceversa nelle vittorie quotidiane. La cosa interessante sarà andare a leggere insieme le iscrizioni che compaiono sui reperti, anche molto rilevanti, del Museo: ad esempio leggendole dall'imponente sarcofago in granito che abbiamo, quelle di un personaggio importantissimo di quella civiltà, riveleranno addirittura il carattere di questa persona».

L'Aida

Un terzo anniversario, il 150° della prima italiana dell’"Aida" di Giuseppe Verdi ha ispirato la scelta di un repertorio musicale legato all’Egitto e alla visione fantastica che di quel mondo faraonico si erano fatti gli europei fin dal '700. L'appuntamento di martedì 23 sarà dedicato tutto a quest'opera: com'è nata, qual è il soggetto, perché è un egittologo a firmare il libretto. Non mancherà un approfondimento "triestino" realizzato da Stefano Bianchi: il conservatore e musicologo illustrerà la prima a Trieste avvenuta subito dopo quella di Milano. Non solo per la "serata Aida", ogni martedì le conversazioni e proiezioni curate da Vidulli e Moser si alterneranno agli interventi musicali del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum, dai pezzi di opere fino al fox trot e ad autori triestini degli anni '20.

Riproduzione riservata © Il Piccolo