A Trieste prove di resilienza alla pandemia che allungano la “Vita Attiva”

TRIESTE. Il valore del racconto coniugato al senso della socialità.
È un piccolo viaggio di parole e sentimenti quello intrapreso dall’Associazione “Lunga Vita Attiva” e intitolato “Resilienza durante la pandemia”, ciclo di incontri online iniziato nel dicembre del 2020 e ancora in atto ogni martedì, dalle 17.30 alle 18.30.
Si tratta di una sorta di salotto virtuale interpretato, come recita il manifesto, da “ragazze e ragazzi 60&dintorni”. Esperienze personali, rievocazioni di alcuni lembi storici di Trieste, eventi, sogni e passioni. Un modo per scambiarsi opinioni e restare in contatto.
Il cenacolo allestito da Ariella Cuk, coordinatrice di “Lunga Vita Attiva”, vive su questi temi e ne fa il copione del martedì pomeriggio, concedendo così libero sfogo ai partecipanti. Senza limiti di espressione. «Abbiamo dato vita ad un modo alternativo per socializzare – premette Ariella Cuk –. E per farlo è stato adottato il racconto, ideale per mantenere le relazioni e per approfondire un atteggiamento solidale in questi difficili tempi di isolamento e chiusure causate dal Covid».
L’attività principale di “Lunga Vita Attiva” si svolge normalmente in piscina (alla comunale Bianchi), affidandosi al nuoto concepito in chiave non agonistica e senza affanni di primati, un viatico che in questi ultimi anni ha riunito molti ultrasessantenni attratti dal valore delle bracciate “lente” e misurate, da vivere solo nel segno del benessere.
«Il nuoto lento aveva posto l’accento sul valore puro del movimento – aggiunge Ariella Cuk – e sul piacere del muoversi in acqua. In assenza di tale attività, non volevamo interrompere il filo dei rapporti e abbiamo così creato uno spazio virtuale, in cui poter condividere storie anche individuali e dove far riemergere anche storie legate a Trieste, alcune delle quali persino sconosciute. È sorto così un gruppo affiatato e curioso, dove ognuno ha potuto raccontare di sé e delle proprie passioni».
I percorsi targati “Luna Vita Attiva” hanno l’altro ottenuto un riconoscimento ufficiale. Il piano è stato infatti inserito nell’ambito del progetto “Educare alla Salute” organizzato sul Epale, la piattaforma organizzata in collaborazione con l’Università di Torino. «Si tratta di un riconoscimento importante – conclude Ariella Cuk – in quanto inserisce l’esperienza di Trieste in un contesto sia italiano che europeo, partendo dal principio che gli anziani possono e devono essere una risorsa per tutta la società».
Ulteriori informazioni scrivendo a info@lungavitattiva. it, per l’accesso agli incontri il sito è www. lungavitattiva. it. —
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