Abbiati come Ismaele alla Torre del Lloyd alla ricerca di Moby Dick

TRIESTE. Sarà come essere in mare, avvolti dai suoni dell’oceano, seduti nella stiva della baleniera Pequod, alla ricerca di se stessi e della grande Moby Dick. Andrà in scena da domani a domenica alla Torre del Lloyd di Trieste lo spettacolo di Roberto Abbiati “Una tazza di mare in tempesta” (foto Lucia Baldini). Liberamente tratto dal celebre romanzo di Herman Melville, interpretato dallo stesso Abbiati, in compagnia di Johannes Schlosser, con musiche originali di Fabio Besana. Un’esperienza teatrale concentrata, delicata e sorprendente, quella proposta dal Teatro degli Incamminati, che l’Autorità portuale offre alla città per celebrare anche in ottica culturale i 300 anni dall’istituzione del Porto Franco.
«Nel 300° anniversario del Porto Franco di Trieste e nel 200° dalla nascita del genio letterario di Melville, trasformeremo il Porto di Trieste in quello di Nantucket, da dove partivano le baleniere in cerca di fortuna e avventure» spiega l’attore e regista Roberto Abbiati. Con la forza evocativa della parola, Abbiati-Ismaele coinvolgerà il pubblico - seduto all’interno di una speciale installazione che ricorda la stiva di una baleniera - in un viaggio emozionale tra suoni e piccoli oggetti, capaci però di richiamare alla mente grandi elementi e riflessi dell’animo umano. Salpati su un veliero, a caccia di balene tra temibili burrasche oceaniche, piccoli gruppi di 20 spettatori ascolteranno il racconto delle avventure del Capitano Achab e i suoi marinai, un’esperienza che si mostrerà tutto intorno allo spettatore attraverso suoni, luci e suggestioni d’altri tempi. La performance di Abbiati, così come i numerosi altri appuntamenti del programma celebrativo del 300° anniversario del Porto Franco, sono descritti nel sito web dedicato https://portoftrieste300.com
Per assistere allo spettacolo è necessario registrarsi online su Eventbrite. Tutte le info su www.portoftrieste300.com. I turni sono i seguenti: domani allee 18, 19, 20, 21, 21.30; sabato alle 11, 16, 19, 20, 21, 21.30; domenica: alle 11, 16, 17, 18. —
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