Accorsi e il figlioletto fantasma “Lasciami andare” melò mistery

VENEZIA
La 77° Mostra del Cinema apre e chiude con un omaggio alla città di Venezia. Ciascuno a suo modo, due film sull’invisibile. In “Molecole”, evento speciale di pre-apertura, Andrea Segre intrecciava il tema della ricerca del padre all’inquietudine del presente, navigando le calli deserte dei giorni del lockdown. Ieri sera il film di chiusura “Lasciami andare”, melò familiare dal tocco “mistery”, mostrava piazza San Marco e i canali sotto la grande acqua alta dell’autunno 2019. Fatto che all’epoca delle riprese aveva suscitato qualche polemica, quando il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, non gradendo la presenza della troupe in città, li aveva persino accusati di sciacallaggio per non aver interrotto la lavorazione del film. Stefano Accorsi, che nella fiction veste i panni di un uomo che cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del figlio, risponde dalla Mostra a quella accusa: «Non voglio fare polemica - afferma -. Venezia è stato un set prezioso, ma anche logisticamente complicato. Era previsto di girare delle scene con l’acqua alta, ma di certo nessuno poteva prevedere cosa sarebbe successo. Un vero disastro per la città e anche noi lo abbiamo vissuto in prima persona. Abbiamo continuato a girare adattandoci alla situazione, d’altronde parte la lavorazione di un film non si interrompe facilmente, il cinema è una macchina costosa. E quando abbiamo girato in piazza San Marco lo abbiamo fatto con tutti i permessi in regola, nessuno sciacallaggio. Anzi, siamo stati vicini alla città, gran parte della troupe era veneziana e quando eravamo liberi chi poteva dava un mano. La solidarietà spontanea in quei giorni difficili è stata una cosa bellissima. Chiunque aiutava chiunque».
“Lasciami andare”, ispirato al romanzo “You Came Back” di Christopher Coake, è un racconto sospeso tra realtà e mistero. Marco (Accorsi) è un ingegnere che cerca di superare il dolore per la perdita del figlio, morto accidentalmente cadendo dalle scale di casa. Assieme alla nuova compagna Anita (Serena Rossi) sta per voltare pagina e affrontare la nascita di un altro figlio. Ma il passato torna a bussare alla porta con l’entrata in scena di Perla Gallo (Valeria Golino), enigmatica donna d’affari e nuova proprietaria dell’appartamento dove Marco abitava con la prima moglie (Maya Sansa). Lì sostiene di avvertire la presenza di un bambino morto che infesta la casa. «Marco - conclude Accorsi - si aggrappa alla razionalità per superare la disperazione della perdita del figlio. È un uomo che cerca di lottare con qualcosa di molto più grande di lui: prima il dolore, poi il mistero».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








