Al-Aswani «Censurato in Egitto continuo a scrivere per la libertà»
Il suo ultimo libro non è stato pubblicato in Egitto, la sua patria. Ma non è l’unica censura che ha subito’Ala Al-Aswani, autore di “Sono corso verso il Nilo” (Feltrnelli), a Pordenonelegge ieri a Palazzo Mantica. Lo scrittore ha subito una persecuzione più aggressiva su tutti i fronti del suo lavoro: «Mi hanno impedito di pubblicare articoli sui giornali, di comparire in tv e soprattutto mi hanno impedito di fare i consueti seminari per i giovani, un’attività che conducevo da vent’anni». Oltre a ciò c’è stata la pressione del regime nei confronti di diverse case editrici che, infine, hanno rifiutato tutte la pubblicazione. Al-Aswani è lo scrittore di lingua araba più noto al mondo: «Sono tradotto in 37 lingue e ho 41 editori», ma naturalmente questi riconoscimenti non contano, anzi. L’ultimo romanzo racconta la rivoluzione egiziana del 2011, ma lo fa un punto di vista umano, dove la politica diventa un naturale riflesso dei sentimenti dei suoi protagonisti: «La mia storia narra la rivolta contro Mubarak, ciò che hanno compiuto i ragazzi di Tahir e di come la rivoluzione sia stata repressa. Oltre gli eventi storici si narrano anche vicende d’amore. Volevo mettere in luce le persone che ci sono state dietro alla rivoluzione, la loro umanità e passione». E lo fa da più punti di vista.
È un romanzo corale, per cui la rivolta viene esaminata da diverse prospettive: «I miei personaggi all’inizio mi prendono per mano, ma poi diventano piuttosto autonomi. Tanto che io non sono sempre d’accordo con le loro opinioni. Asmà, per esempio, alla fine si sente frustrata, è per quello che abbandona la causa. A differenza di questa mia protagonista, io sono assolutamente ottimista. Il sessanta per cento degli egiziani è costituito da persone giovani. Io penso come e con i giovani. Il futuro sarà nostro, è solo una questione di tempo».
’Ala Al-Aswani è stato uno dei fondatori del movimento egiziano per la democrazia Kifaya e ha partecipato attivamente ala rivoluzione egiziana del 2011: «L’attuale dittatura, se possibile, è peggiore della precedente, è in bianco e nero. O sei con loro o sei contro di loro e se sei loro nemico vogliono annientarti. Un atteggiamento che Abd al-Fattah al-Sisi non ha solo contro gli oppositori politici, ma contro chiunque pensi in modo indipendente e autonomo. Nonostante le difficoltà, gli ostacoli, le umiliazioni, io continuerò a essere contro, continuerò a scrivere. Sento che è il mio dovere». —
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