Alla scoperta dei luoghi della dieta mediterranea

Lo scrittore Andrea Segrè, nato a Trieste nel 1961, è docente di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna. Studia e applica i fondamentali dell’ecologia economica, circolare e sostenibile. La sua ultima pubblicazione “Il gusto per le cose giuste” (Mondadori), è un vero e proprio abecedario per dare alcune dritte ai Millenials, per riuscire a comunicare – in base all’esperienza dell’autore – alcune semplici formule per evitare la deriva. E le parole in codice sono: natura, ecologia, spreco, sostenibilità, porzione e proporzione, insomma una gamma di vocaboli per giungere a quello che Segrè definisce il “Dolce Stil Medio” che come la corrente medioevale dovrebbe portare a un nuovo Rinascimento. Il suo consiglio: «D’estate vien voglia di muoversi e di scoprire posti nuovi. C’è un giro che vale proprio la pena di fare, anche se l’itinerario è piuttosto “vecchio”. Vi consiglio di “Andare per i luoghi della dieta mediterranea” (il Mulino), gli accompagnatori sono due “guide” di eccezione Marino Niola ed Elisabetta Moro, i maggiori studiosi del nostro patrimonio Unesco. Uno stile di vita, la dieta mediterranea, che ha conquistato il mondo (un po’ meno gli italiani). Scoperta negli anni Cinquanta tra Napoli e il Cilento da due scienziati americani e fondata sugli alimenti-simbolo della triade mediterranea – cereali, olio e vino – questa “dieta” combina l’eredità del mondo classico e le tradizioni locali. Niola e Moro ce la fanno scoprire nei suoi luoghi sacri: dalla Campania, con Amalfi e le acciughe di Cetara, o con Pozzuoli, regno dei frutti di mare, alla Puglia, con le orecchiette di grano arso di Tricase e con la pasta di mandorle di Lecce, dalla Lucania, con il suo pane antico, alla Sicilia, con i tonni di Favignana, le panelle di Palermo e gli arancini di Catania – oltre che in quegli autentici empori di tipicità che sono Napoli, Genova, Venezia. Dopo questo viaggio avremo capito cos’è la convivialità, la stagionalità, la sostenibilità: le parole chiave del nostro tempo».
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