Amori saffici, thriller, violenza nel coreano “Mademoiselle”

Roma. Scene lesbo, un po’ di violenza, un thriller, una storia d'amore: parola del coreano Park Chan-wook, regista di 'Mademoiselle’ già in concorso a Cannes e ora in sala dal 29 agosto. Siamo in Corea nel 1930, durante la colonizzazione giapponese. Una giovane donna, Sooke è ingaggiata come serva di una ricca giapponese, Hideko, che vive reclusa in un immenso maniero sotto lo sguardo tirannico dello zio Kouzuki. Ma la giovane e bella serva ha un segreto: sta per aiutare un furfante di mezza tacca a spacciarsi per un conte per concupire la sua giovane e bella padrona. Fin qui la storia. Ma è solo l'inizio di una complicata trama derivata dal romanzo 'Fingersmith' della scrittrice inglese Sarah Waters, trasposta dal 1862 nella Corea degli anni ’30. Tutto infatti cambia di minuto in minuto e le alleanze stabilite vengono ribaltate. —

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