“Andrea Chénier” di scena al Verdi sul podio Fabrizio Maria Carminati
GRADO. Dal 17 al 26 maggio andrà in scena al Teatro Verdi di Trieste il dramma storico “Andrea Chénier” di Umberto Giordano, in un nuovo allestimento in coproduzione internazionale con il Teatro Opera Sng di Maribor, con l’Orchestra, il Coro e i tecnici della Fondazione. La direzione è affidata al direttore e concertatore Fabrizio Maria Carminati, la regia a Sarah Schinasi, le scene a William Orlandi, i costumi a Jesus Ruiz, maestro del coro è Francesca Tosi.
A interpretare i personaggi di questo dramma storico in quattro quadri su libretto di Luigi Illica, Kristian Benedikt e Dario Prola (Andrea Chénier), Svetla Vassileva e Rachele Stanisci (Maddalena di Coigny), Devid Cecconi e Domenico Balzani (Carlo Gérard), Isabel De Paoli (Madelon), Anna Evtekhova (La Contessa di Coigny), Albane Carrère (La mulatta Bersi), Francesco Musinu (Roucher), Saverio Pugliese (Un Incredibile/L’abate poeta), Gianni Giuga (Pietro Fléville/Il sanculotto Mathieu), Giuliano Pelizon (Schmidt), Giovanni Palumbo (Fouquier Tinville), Francesco Paccorini (Dumas), Hektor Leka (Il Maestro di casa).
Nato a Costantinopoli nel 1762, da un’agiata famiglia di imprenditori del commercio dei tessuti, André giunge nel 1773 a Parigi e frequenta il prestigioso Collège de Navarre, formandosi una vasta cultura classica e stringendo amicizia con giovani liberali di famiglia aristocratica. Terminati gli studi, comincia a percorrere la carriera del letterato di famiglia agiata, inserito nell'ambiente della buona società, tra viaggi e avventure di ogni tipo. Alla fine degli anni Ottanta del Settecento, al nascere della Rivoluzione, Chénier vive tra Londra e Parigi, diventa un sostenitore dell'Assemblea Costituente, che proponeva caute riforme politiche e sociali in Francia e si lascia coinvolgere sempre di più in circoli politici liberali, esprimendo posizioni moderate e contrarie agli eccessi rivoluzionari. Queste ripetute critiche, con il tempo sempre più violente, lo portano in aperto scontro con il club dei Giacobini, il partito di Robespierre.
Il conflitto precipitò nel marzo 1794: Chénier fu arrestato, sommariamente processato e, nello stesso giorno, giustiziato con la ghigliottina. —
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