La mostra Confini chiude a quota 130mila visitatori
Cala il sipario sull’evento a Villa Manin. Gli organizzatori: «Successo oltre le aspettative»

Ha chiuso i battenti domenica 12 aprile a quota 130.000 visitatori, la mostra Confini. Da Gauguin a Hopper, promossa a Villa Manin da Regione e Erpac Fvg e curata da Marco Goldin. Numeri che spingono gli organizzatori a parlare di «successo straordinario», nato quattro anni fa sulla spinta della volontà di dar vit ad un programma espositivo importante per il 2025, su un territorio regionale diffuso, in occasione di Gorizia 2025 Capitale europea della cultura assieme a Nova Gorica. La scelta dell’organizzazione dell’evento era caduta appunto su Goldin e la sua Linea d’ombra, che già una quindicina di anni fa, sempre a Villa Manin, aveva curato un fortunato ciclo triennale sempre su incarico della Regione Friuli Venezia Giulia. Il progetto per il 2025 nasce attorno a un tema preciso, quello del confine, e l’esposizione viene intitolata Confini Da Gaugion a Hopper. Canto con variazioni.

«Quel tema era stato una folgorazione immediata – ha ricordato Goldin -. Quella parola, “confine”, che avevo poi volto al plurale, raccoglieva per me, insieme, la brevità dello spazio e la sua distensione immensa, l’immagine di una stanza e il cielo sconfinato che tanti pittori meravigliosi avevano dipinto».
Per accogliere i tanti capolavori, l’intera Esedra di levante di Villa Manin, inutilizzata da lungo tempo, è stata completamente restaurata e riqualificata in tempi record, nonché dotata della migliore tecnologia in linea con i più elevati standard di sicurezza e climatizzazione. «Oggi, a mostra chiusa, se ne può senza alcun dubbio affermare lo straordinario successo, avendo essa raggiunto il numero di 130.356 visitatori, inatteso davvero per tutti – è il commento degli organizzatori -. Una cifra perfino superiore a quella massima registrata nella prima mostra del precedente ciclo espositivo a Villa Manin, tra il 2009 e il 2012. Villa Manin che è tornata così a essere la meta da raggiungere per una grande mostra e il suo affascinante contesto storico, sebbene lontana dai centri urbani più popolati. E tuttavia in grado di attirare visitatori da tutta Italia e dall’estero, colpiti da una proposta qualitativamente ed emozionalmente unica».

Nell’Esedra sono state esposte 130 opere, provenienti da da 42 musei diversi, americani ed europei. I confini in pittura sono stati raccontati attraverso una cinquantina di artisti e i due secoli – il XIX e il XX – che più di sempre ne hanno costituito l’espressione artistica, fin dal fondamentale tempo romantico in cui quei confini sono stati insieme spazio fisico e della mente.
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