A Cordenons apre le porte la Casa del libro: uno spazio per lettori ed eventi
Biblioteca dell’Immagine ha realizzato la sua nuova sede. Un auditorium da cinquanta posti sarà a disposizione delle associazioni. L’editore Santarossa: «Un territorio ricco di autori che parlano di Nordest»

Più che una casa editrice, una Casa del Libro. La nuova sede che Biblioteca dell’Immagine ha appena aperto a Cordenons rappresenta un autentico salto di qualità per una realtà che ha da poco superato i quarant’anni di vita, e che vanta un catalogo di un migliaio di titoli: con autori tra cui Mario Rigoni Stern, Virgilio Scapin, Andrea Zanzotto, Luigi Meneghello Marco Paolini, Mauro Corona, Toni Capuozzo.
Fondata nel 1985 da Giovanni Santarossa, dopo la sua uscita di scena nel 2022 vede attualmente al timone il fratello Massimiliano, che ha messo mano alla struttura societaria ed editoriale, dando vita tra l’altro ad Ebi Distribuzione: che attualmente conta su una rete di ben 230 punti vendita nel Nordest, diventando la maggior realtà dell’area.
L’avventura di Cordenons rappresenta una svolta storica in questo percorso. Spiega Santarossa: «È un’idea nata un anno fa, al momento del varo di Ebi, a fronte della constatazione che gli spazi della sede di Pordenone erano diventati ormai inadeguati. Da lì la decisione di traslocare in un nuovo contesto di quasi 400 metri quadri in cui centralizzare il 90 per cento della nostra produzione, con un magazzino che oggi ospita qualcosa come 80 mila libri, dandoci così tra l’altro la possibilità di garantire tempi immediati di consegna».
Non un semplice deposito, tra l’altro, ma molto di più: «Durante l’estate abbiamo elaborato un’ulteriore idea di sviluppo, dando vita nella nuova sede a un book shop interno che oltre ai nuovi titoli ospita una sezione per così dire vintage, dedicata alle nostre vecchie pubblicazioni che ormai non sono più reperibili nelle librerie». Fiore all’occhiello della struttura è un auditorium da cinquanta posti, che ospiterà incontri con gli autori della casa editrice ma sarà anche a disposizione di associazioni culturali per serate di poesia, storia, teatro ed altro.
Decisamente una scelta coraggiosa, quella di investire in un comparto in mordente crisi, con un mercato editoriale che in Italia registra ogni anno 80mila nuovi titoli, per 110 milioni di copie vendute, e dove i libri sono assai poco gettonati.
Santarossa la spiega con un ragionamento articolato: «Da trent’anni sono convinto che il nostro sia un Paese non di una sola cultura, ma di tante culture diverse. E questo vale in modo particolare per il Nordest, che può vantare una percentuale di lettori analoga a quella di realtà come Francia e Germania, comunque di gran lunga superiore alla media nazionale».
Come si spiega questo fenomeno? «Nel nostro territorio esiste da sempre un ricco e articolato tessuto di scrittori, intellettuali, giornalisti, case editrici, che hanno parlato e parlano di Nordest: un tema che magari ha dato vita a cose che non ci piacciono perché utilizzate in chiave di chiusura identitaria, che non ci appartiene. Vicende storiche come quelle della Serenissima per i veneti e della chiesa di Aquileia per i friul-giuliani testimoniano semmai di un secolare legame profondamente radicato tra la gente. E in questo contesto mette radici un bacino di lettori decisamente ampio».
Qui poggia l’intera strategia editoriale di Biblioteca dell’immagine; e la nuova sede di Cordenons vuole rappresentarne il luogo fisico di riferimento. Sottolinea Santarossa: «La nostra casa editrice in tal senso può far conto su un’elevata credibilità basata sulle generazioni di scrittori che ne hanno attraversato il percorso, e grazie ai quali si è venuto sviluppando un radicatissimo rapporto della popolazione con la propria terra: si tratta di trovare la maniera giusta per raccontare questo legame».
Per lui, rimane fondamentale un concetto formulato da Steve Jobs, le persone non sanno di cosa hanno bisogno fino a che non glielo dici tu: «Io da qui parto per le strategie editoriali. Oggi a Nordest esiste una generazione di scrittori cinquantenni, romanzieri, storici, anche giallisti, che ambientano le storie da loro raccontate nei luoghi dove vivono. E la scelta dell’ambientazione è importante, perché i lettori sfogliando le pagine ritrovano i posti dove stanno e dove si muovono. E nessuno si vergogna più di essere veneto o friulano o giuliano, come magari accadeva in passato».
I risultati di questa politica editoriale si toccano con mano: il primo semestre di quest’anno si è concluso con una crescita del 55 per cento rispetto all’analogo periodo del 2025, e gli indicatori disponibili prospettano la conferma di questi dati anche per il 2027; «tutto ciò senza mai avere chiesto nessuna forma di aiuto pubblico», tiene a sottolineare Santarossa.
Per l’anno prossimo sono in cantiere diverse novità, tra le quali l’editore segnala un libro di Cristina Sartori sulle fondatrici del Nordest, donne venete e friul-giuliane che dall’Ottocento ad oggi hanno lasciato un segno nella cultura, nell’arte, nella poesia, nell’imprenditoria.
Di grandissima presa si preannuncia poi un “taccuino del soldato” che poggia sul ritrovamento a Latisana del diario di un militare che dopo l’8 settembre 1943 rifiutò di aderire alla Repubblica sociale e al nazismo, e che diventò uno dei 600mila internati nei campi di concentramento tedeschi. Riuscì a tornare a casa, a piedi, da Auschwitz, portando con sé il diario di quello che aveva vissuto: una testimonianza umana di altissimo spessore.
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