Crisi esistenziali “On the Rocks” nella New York di Sophia Coppola

Su Apple Tv+ la regista riparte da “Lost in translation” 

la commedia

Sophia Coppola riparte da “Lost in translation”, ma questa volta non si perde nulla in traduzione e i rapporti tra i personaggi non sono semplicemente sussurrati.

Diciassette anni dopo, “On the Rocks” mette in scena il legame tra un padre (Bill Murray) e una figlia (Rashida Jones), mescola il riso al pianto e trasforma il palcoscenico (questa volta New York) in qualcosa che è più di un semplice sfondo.

I problemi messi in scena sono cari alla Coppola, questioni esistenziali che solo chi vive nell’Upper Side può “permettersi” a tempo pieno. I personaggi sono sull’orlo di un precipizio perché ne hanno tanto a disposizione, eppure Sophia Coppola ha il talento di girare a vuoto, a piedi o in automobile, creando comunque tensione e un’emozione di fondo.

Dialoghi, situazioni, interpreti parlano al cuore dello spettatore e creano immediata empatia, anche sfruttando un registro da commedia dolceamara che la critica ha accostato ad un certo Woody Allen.

Ennesimo tassello di un discorso sul femminile, iniziato con “Il giardino delle vergini suicide” e portato avanti con “Marie Antoinette” e “Somewhere”, a tratti autobiografico, “On the Rocks” è un film intimo e sincero, in cui Sophia Coppola non dimentica le difficoltà di essere donna, qualunque sia la fase della vita che i suoi personaggi attraversano. Gli equilibri sono delicati e non è facile mettere insieme carriera e famiglia, i rapporti sono complicati, ma alla fine quelli che la Coppola ci racconta un po’ ci scaldano sempre il cuore. —



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