Il dono speciale del tordo Willie, l’alter ego del genio Rockwell
La casa editrice indipendente di Mestre Storiedichi pubblica nella collana Radici l’unico albo per bambini illustrato dall’artista americano paladino dei diritti civili. Un invito a non rinunciare ai desideri e a costruire un futuro che ci somigli davvero

Un racconto apparso per la prima volta nel 1967 sulle pagine della rivista americana McCall’s arriva questo mese in Italia, portando con sé un piccolo tesoro della storia dell’arte del Novecento.
Si tratta dell’unico albo illustrato realizzato per i bambini da Norman Rockwell, celebre artista statunitense mancato nel 1978, noto per aver rappresentato attraverso le sue immagini il sogno americano, ma anche per il suo impegno per i diritti civili. Il merito di aver pubblicato “Il dono speciale di Willie” (2026, pag. 40, euro 20) è della casa editrice indipendente Storiedichi Edizioni di Mestre che lo ha proposto nella sua collana Radici, dedicata alla riscoperta delle opere del passato, ancora attualissime. Con la traduzione di Chiara Carminati, il libro è arricchito da illustrazioni a colori e in bianco e nero, che lo rendono un oggetto davvero prezioso.
Il testo è presentato nella versione più vicina possibile a quella originale, pubblicata nel 1994 in occasione del centenario dalla nascita di Rockwell per iniziativa del Norman Rockwell Museum (Massachusetts) e della casa editrice The Countryman Press. La narrazione degli anni Sessanta, infatti, era stata rielaborata dalla redazione di McCall’s; un anno dopo la terza moglie di Rockwell, Molly Punderson, l’aveva ampliata, facendola uscire con l’editore Funk & Wagnalls.
La storia è quella di Willie, un giovane tordo dei boschi che non riesce ad accontentarsi di vivere una vita uguale a quella del suo stormo. «Willie era diverso. Sentiva di essere diverso e appariva diverso. Era goffo e aveva i piedi a papera. Eppure dentro di sé sapeva di possedere un dono speciale», scriveva Rockwell, con un tono delicato e a tratti ironico.
L’incontro con Polly, una bibliotecaria amante della musica, cambierà l’esistenza del tordo che, proprio grazie alla questa nuova amicizia, scoprirà il suo dono speciale. Quando diventerà famoso, però, lontano dalla tranquillità del bosco non tutto andrà come previsto e Willie continuerà a scegliere la sua libertà.
Anche in questo racconto pensato per i più piccoli, Rockwell arricchisce le illustrazioni con numerosi tocchi realistici. Tra i personaggi raffigurati, troviamo ritratti di esponenti dell’ornitologia dell’epoca ma anche della moglie Molly, che posò per molte delle illustrazioni di Miss Polly. Le lettrici e i lettori più appassionati potranno cercare tra le pagine varie somiglianze con l’autore, nei volti maschili e nelle fattezze di Willie.
Ma potranno riscoprire nel piccolo tordo, almeno in parte, anche un personaggio autobiografico: forse, il ritorno nel bosco di Willie è un richiamo al distacco dai modelli preconfezionati che l’autore incarnò con la sua esistenza professionale.
Rockwell, infatti, è conosciuto soprattutto per le numerose copertine del “The Saturday Evening Post”. Nel corso della sua lunga carriera creò oltre 4000 immagini destinate a pubblicità, manifesti e copertine, in cui dipinse – tra l’altro – negozi di bibite, soldati di ritorno dalla guerra, divi del cinema. Molto nota fu anche la serie di copertine dedicate alla recluta Willie Gillis, un giovane soldato americano. Nello stesso periodo realizzò “The four freedoms” (Le quattro libertà), ispirandosi al discorso pronunciato dal presidente Franklin D. Roosevelt nel 1941.
Eppure Rockwell non fu solo questo: se per lungo tempo si occupò di immagini rassicuranti e patriottiche che raccontavano il sogno americano, negli ultimi anni della sua vita ideò diverse rappresentazioni di protesta contro il razzismo e la segregazione. Così avvenne ad esempio con il dipinto “The problem we live in” (Il problema in cui viviamo tutti), divenuto iconico, nel quale raffigurò una bambina che viene accompagnata dai poliziotti federali in una scuola di New Orleans. Un quadro legato alla vera storia di Ruby Bridges, un’alunna di 6 anni afroamericana bersaglio di minacce e insulti da parte delle folle segregazioniste.
Insomma, “Il dono speciale di Willie” è un’opera da non perdere: da un lato un invito, rivolto a tutte le età, a interrogarsi sui propri desideri e sulla possibilità di costruire un futuro che ci somigli davvero; dall’altro lato un’occasione per riscoprire la vita e le opere di una delle figure più significative dell’arte e dell’illustrazione del Novecento. Un autore che, in fondo, ha saputo dipingere il sogno e la realtà come due facce della stessa medaglia.
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