E i triestini portano al festival muffe e streghe

TRIESTE. Se la vocazione internazionale del festival continua a dilatarsi di edizione in edizione, mai come quest'anno la manifestazione non ha perso d'occhio i talenti locali, valorizzandone l'approccio creativo. Perchè è Trieste Science+Fiction di nome e di fatto, e sono triestini diversi protagonisti del cartellone, sia sul versante più prettamente cinematografico, con registi e interpreti attivi sul territorio, sia su quello squisitamente illustrativo, come gli artisti che hanno firmato l'iconografia dell'edizione.
Se il manifesto di Mario Alberti - ieri al centro degli incontri di futurologia con un altro celebre disegnatore triestino, Lorenzo Pastrovicchio - domina la città tappezzata della nera virago, meno conosciuto, ma solo per ragioni anagrafiche dell'illustratore e fumettista che firma per Bonelli, DcComics e Marvel, è il nome di Eloise Suppancich, triestina classe '89 autrice del premio Asteroide che incoronerà il film vincitore dell'edizione: un'opera che media in maniera tuttaltro che banale l'umano e il robotico, testimoniando l'eclettismo e la fervida vena creativa della giovane artista.
Quanto alle visioni filmiche, un film made in Trieste al 100% è “Muffe”, domani alle 16 al Miela a ingresso libero: con al centro un intricatissimo plot fantapolitico che non manca di suscitare curiosità, il mediometraggio dell'artista visivo Guillermo Giampietro, italo-argentino che vive a Trieste, convoglia le molteplici storie scaturite da 15 anni di programmazione di “Escuchame”, programma radiofonico davvero sui generis in onda dalle frequenze di Radio Fragola, ideato e curato dal regista, aka “Titolare ignoto”, con la fida Margherita Antivulgaris, al secolo Lara Baracetti; la sceneggiatura è di Giovanni Paronuzzi che interpreta anche una parte, come nel cast spicca anche il pupkiniano Stefano Dongetti.
Dalla compagnia comica più nota in città provengono anche i protagonisti di un altro film, stavolta a tinte più dark. «L'idea era di fare un horror molto essenziale, psicologico, basato sulla suggestione e sui contenuti», spiega l'autore: si tratta di “Le streghe” di Fabio Bressan, che dominerà lo Spazio Corto di domenica a partire dalle 14.30 al Miela. Il festival offrirà così l'occasione di vedere due volti noti dei Pupkin, Laura Bussani e Ivan Zerbinati, per la prima volta alle prese con timbri horror, in una storia originale di Bressan girata in un solo pomeriggio. (f.g.)
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