“Facile” per Rossato alla Casa della musica

TRIESTE. Facile, dal vivo. Stasera alle 20.45 alla Casa della Musica (con ingresso a offerta libera) la cantautrice Paola Rossato presenterà in concerto il suo cd d’esordio autoprodotto “Facile”, disponibile sia nei negozi che sulle piattaforme digitali. Registrato e mixato da Francesco Marzona al Birdland Studio di Gorizia, è composto da tredici brani dal gusto pop cantautorale, che spaziano dal folk a sonorità più moderne e affronta tematiche legate alla vita quotidiana, ma mai banali, non rinunciando a sprazzi di ironia e spensieratezza.
Il cd si intitola “Facile” perché, come canta lei stessa nel brano omonimo, «è più facile tenere le distanze che decidere». «Intendo dire – spiega Rossato - che è molto più facile scappare dai problemi piuttosto che affrontarli. Mi sono ritrovata molto in questa affermazione nella mia scelta di procrastinare a lungo questo disco e così ho deciso di dare all’album questo titolo, per me significativo».
La musicista afferma di amare i cantautori della “vecchia” scuola e in generale chi scrive brani che abbiano un contenuto e che sappiano “dipingere” sensazioni, storie ed emozioni con l'uso ben curato delle parole. «Non amo le definizioni - aggiunge -: tendono a “inscatolare” cose e persone in maniera troppo definita. Amo invece le parole, i contenuti: il solito “sole, cuore, amore” e i brani scritti solo per amor di classifica non mi interessano». “Facile” è un disco completamente acustico, senza campionamenti. «C'è la musica suonata davvero - prosegue - e gli arrangiamenti sono stati scelti assieme agli eccezionali musicisti che hanno suonato nel disco e mi accompagnano dal vivo: ognuno di noi ha apportato molto, proponendo idee di arrangiamenti e mettendoci tanto del proprio: Sergio Giangaspero (chitarre e cori), Simone Serafini (basso, contrabbasso, violoncello), Ermes Ghirardini (batteria), Gianpaolo Rinaldi (piano, tastiere), Mirko Cisilino (tromba e trombone) e Nevio Zaninotto (sax)». Le sue canzoni nascono dal quotidiano. «Basta tenere occhi e sensibilità spalancata - rivela - per trovare spunti dal reale. Scrivo del mondo del lavoro (“Non dormo” è un brano di denuncia diretta alle aziende che pressano il personale) e di incomunicabilità tra le persone vestita da dei “come va” che spesso non attendono risposta. Ma pure di passeggiate immaginarie e dell'importanza delle piccole cose quotidiane, ma sempre evitando banalità, che non sopporto. L’ultima traccia, "Emmi (Gr.)", è dedicata ai luoghi comuni sull'amore e contiene una sorpresa finale».
Gianfranco Terzoli
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