Fascino evergreen dei vampiri al confine tra amore e paura

Il Dracula di Bram Stoker edito da Carbonio e a settembre il volume di Nick Groom che esce per i tipi del Saggiatore



Perché piacciono tanto i vampiri? Nelle leggende c’è spesso l’attrazione di un personaggio vivo per il morto vivente che si consuma in un amplesso mortale.

«Verrà la morte e avrà i tuoi occhi» scrive Cesare Pavese. La seduzione è sempre uno sguardo per cui si è disposti a morire, perché nella trasgressione sta la segreta voluttà. Il confine tra amore e paura è labile quando si ama. «Sei un vampiro» si dicono i giovani amanti insaziabili di baci. «Mi vampirizza» significa: mi assorbe l’essenza vitale, mi toglie le forze. Può recare benessere ma pure sofferenza. Ecco allora che i libri sui vampiri piacciono: danno quel brivido che si prova anche in amore.

Nel 1900 Valdimar Asmundsson tradusse in islandese Dracula di Bram Stoker. Ma nessuno si accorse per oltre un secolo che la trama era stata rielaborata in chiave erotica. Oggi si può leggere edito da Carbonio con il titolo: “I poteri delle tenebre. Dracula il manoscritto ritrovato” (pagg. 288, euro 16). Il conte Dracula si professa discendente dei siculi, che abitavano nella regione nord occidentale della Transilvania, di Attila e delle streghe scite. Forse per questo ha una vena femminista: «Era una di quelle donne la cui vita è troppo ricca perché possano accontentarsi di un solo uomo... Sapeva bene che una donna come lei non poteva esser comprata nemmeno per tutto l’oro del mondo e dunque poteva rendere chiunque suo schiavo». Infatti il giovane avvocato Thomas Harker, travolto dalla passione, è lì lì per farsi dissanguare dalla vampira. Alla quale era soggiaciuto lo stesso conte che proprio a causa sua diventò vampiro.

È sempre colpa della donna ab origine: Empusa, figlia della dea greca Ecate, seduceva gli uomini per berne il sangue e Lilith, la prima moglie di Adamo, da lui ripudiata, rapiva di notte i bambini per nutrirsi del loro sangue. Ma le leggende sui vampiri, diffuse nel medioevo nell’Europa orientale, appaiono in letteratura solo nel XVIII secolo; anzi già nel 1672 ad Antignana, in Istria, le cronache locali riportavano del vampiro Jure Grando che importunava sessualmente le sue ex compaesane. A fine settembre il Saggiatore sarà in libreria con “Vampiri. Una nuova storia” di Nick Groom (pagg. 264, 25 euro) che si preannuncia spaventosa ed eccitante.

Invece di crogiolarsi nella credenza che amore, senso di colpa od odio spingano il defunto a uscire dalla tomba per nutrirsi del sangue dei vivi, non sarebbe meglio che i vivi si nutrissero della memoria dei morti per vivere con più consapevolezza? Di chi ci ha voluto bene non si può aver paura, a meno che non si provi qualche rimorso... E allora sì che si vedono i fantasmi. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo