“Fulci Talks”, filmino di famiglia sul cinema

Tutto ha inizio da un incontro fortunato avvenuto nel 1993. Il critico Marcello Garofalo e la regista Antonietta De Lillo intervistano a lungo Lucio Fulci, qualche anno prima della sua scomparsa, e un estratto di quella intervista viene presentato a Torino l’anno seguente.
“Fulci Talks”, riparte da lì, rimontando questo materiale, mettendo al centro dell’inquadratura un manuale vivente di storia del cinema che ha saputo muoversi all’interno di una molteplicità di generi, sempre con passione e grande originalità.
Il risultato è un omaggio, senza apparenti artifici, ricco di aneddoti e di curiosità, che offre l’occasione di ripercorrere un bel pezzo di cinematografia nostrana, e non solo. Una sorta di filmino di famiglia, ascrivibile solo in parte al documentario biografico, piuttosto un film di montaggio dal sapore squisitamente vintage.
Niente immagini, niente foto e neppure musica di accompagnamento, eppure ottanta minuti che vorresti non finissero mai, perché flusso inarrestabile di ricordi e riflessioni che possiedono una forza dirompente.
L’entusiasmo con cui il regista di “Non si sevizia un paperino” racconta il cinema è contagioso, produce risate e commozione, anche grazie all’ironia attraverso cui il cineasta ricuce ricordi e pensieri. Arma di difesa e di attacco, filo sottile che lega ogni discorso e ogni pezzo della sua carriera.
Senza freni, “Fulci Talks” è un esperimento riuscito che sarebbe piaciuto a Lucio Fulci, un viaggio umano e artistico di grande potenza e fascino. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








