Goga è come Trieste, dove niente succede

Debutta domani la nuova produzione dello Stabile Sloveno tratta dall’opera di Slavko Grum per la regia di Igor Pison
Di Roberto Canziani

TRIESTE. Teatro a chilometri zero. Così lo chiamano, scherzando. Non soltanto perché tutta la compagnia, dal regista agli interpreti ai musicisti, è di questa città. Ma anche perché la Trieste odierna si può ritrovare in trasparenza nell’immagine di quella città che lo scrittore sloveno della prima metà del ‘900, Slavko Grum, aveva disegnato nel suo testo più noto: “Avvenimento nella città di Goga”, del 1930.

La nuova produzione del Teatro Stabile Sloveno è pronta al debutto. La prima è fissata per domani (ore 20.30) e una breve anticipazione dello spettacolo è già stata presentata ieri alla stampa. Che ha potuto scoprire come, seguendo il progetto registico di Igor Pison, lo spettacolo e la Goga del titolo si mostreranno a “volo d’uccello”. Gli spettatori andranno ad occupare la galleria del teatro e assisteranno a “Dogodek v mestu Gogi” (come sempre, sopratitoli in italiano) condividendo una visione “a strapiombo”. Colpo d’occhio aereo su una città espressionista, nella quale – dice il regista - «tutti aspettano il cambiamento, ma non accade mai nulla. Proprio come a Trieste».

Era ciò che aveva intuito anche Francesco Macedonio, nel mettere in scena per la prima volta in lingua italiana il testo, esattamente 45 anni fa, allo Stabile del Fvg, quando molto diversi e conflittuali erano i rapporti tra le componenti linguistiche di Trieste.

«Un lavoro fin troppo studiato a scuola, un classico della nostra letteratura - ha ricordato Pison – ma a vederlo da un altro punto di vista rivela aspetti alquanto lontani dai classici. Una felice anticipazione, quasi, dei film di Tim Burton. O per dirla con Magris, un lavoro intriso di un’ironia e un umorismo molto mitteleuropei. Grum, che aveva frequentato i teatri di Vienna, possedeva grande padronanza di quegli ambienti».

Ecco perché Pison ci ha messo le mani sopra e, forte di competenze musicali oltre che teatrali, ha trasformato la “commedia grottesca” di Grum in un elaborato mosaico di sequenze di teatro e opzioni musicali. Tra le quali - dice - si percepisce molto Mozart, ma non mancherà il pop. Diventano così indispensabili attori a proprio agio nel canto (saranno Daniel Dan Malalan e Patrizia Jurincic). Ma anche musicisti che conoscano le regole del teatro. In questo senso si è andata sviluppando la coproduzione con la Glasbena Matica, l’associazione triestina a cui fanno capo il trio d’archi e il maestro Igor Zobin, conduttore musicale dello spettacolo. Tutto dal vivo. Il colpo d’occhio sulla città di Goga è frutto dell’invenzione scenografica di Petra Veber. La presentazione dello spettacolo (repliche ogni weekend, fino al 28 febbraio) è stata l’occasione per annunciare l’apertura della mostra “La bellezza salverà il mondo”, dedicata allo scenografo e costumista Igor Pahor, collaboratore del teatro scomparso nell’ottobre scorso, e allestita dall’associazione per l’arte Kons (oggi, ore 20).

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