I magnifici sei del nuovo cinema premiati i vincitori del Mattador

Alex Pessotto

Di lavori, in tutto, ne sono arrivati 277, nuovo record per il premio “Mattador”, che ieri, alle Sale Apollinee del Gran teatro La Fenice di Venezia, in un incontro condotto dal presidente del Circolo della Stampa di Trieste, Pierluigi Sabatti, ha visto la consegna dei premi ai vincitori.

Nella categoria “migliore sceneggiatura per lungometraggio” l’ha spuntata “Oltre la terra che fuma” di Sara Parentini, ventiquattrenne di Poggibonsi. La borsa di formazione per il miglior soggetto, invece, è andata a “La differenza” di Michele Gallone, milanese, 27 anni, e a “Come un fiore d’acciaio” di Lorenzo Garofalo, romano, 26 anni.

Ancora, “Fare il morto” di Camilla Maino, Torino, 27 anni, si aggiudica la borsa di formazione “Corto86” per la migliore sceneggiatura per cortometraggio, mentre la borsa di formazione “Dolly”, per la migliore storia raccontata per immagini, è stata assegnata a “Mefisto” di Virginia Carucci, Bologna, 22 anni. Infine, “Il diario rosso” di Alessandra Martellini, ventiquattrenne di Napoli, si è meritata una menzione speciale della giuria alla sceneggiatura. Quale premio, oltre a somme in denaro, tutti i vincitori hanno ricevuto un’opera di Sabrina Mezzaqui che, per l’occasione, ha prodotto una tiratura di stampe giclée da foto con intervento di perline e filo intitolata “Quale segreto anima la danza silenziosa delle lucciole?”. La giuria dell’11.ma edizione dell’iniziativa, che ha quindi valutato i 277 lavori pervenuti, era composta dalla regista Wilma Labate (presidente), Armando Fumagalli, Andrea Rocco, Tamara Prandi e Sara Cavosi. Nonostante le difficoltà legate al coronavirus, che hanno reso assai difficile il regolare svolgimento dell’iniziativa e imposto serie limitazioni all’appuntamento di ieri al teatro La Fenice, l’obiettivo del Premio Mattador di ricercare i talenti in fatto di cinema è sembrato quindi raggiunto. «Il cinema italiano ha bisogno di storie, oggi più che mai è urgente raccontare un periodo tanto imprevedibile - ha dichiarato, in particolare, Wilma Labate -. Lo sguardo dei giovani, tuttora troppo silenti, è necessario per vedere un futuro possibile e il Premio Mattador ci offre un vasto panorama di storie che affondano nella realtà di oggi». —

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