I Mille Occhi finiscono “Fuori Orario” e portano a Trieste le pellicole più rare

la ressegna
Il festival più spericolato d'Italia, lo definisce un critico importante come Roy Menarini, e a vederne svelato il programma a pochi giorni dal via non si può non dargli ragione. È un'esigenza quasi fisiologica, un bisogno imprescindibile quello del festival triestino i Mille Occhi, che dalle origini 19 anni fa non ha mai perso per strada «la necessità di occuparsi delle zone più segrete e appassionanti del cinema»: zone che il suo direttore Sergio Grmek Germani tradurrà, per quest'anno così particolare, in un'originale edizione fisica ma anche "digitale terrestre - per dirla col termine tecnico delle trasmissioni - che prenderà il via venerdì per concludersi martedì 22.
Se da una parte, infatti, si vedranno a Trieste proiezioni di film rari, recuperati e riscoperti grazie al ben noto "fiuto" e si potrà partecipare agli incontri dal vivo con gli autori, dall'altra la storica collaborazione con uno dei programmi più iconici di tutta la Rai, Fuori orario - Cose (mai) viste, sfocerà in ben tre notti realizzate con il festival triestino: una sorpresa, a partire dalla sigla dove l'immagine di Dita Parlo sott'acqua nell'"Atalante" di Jean Vigo dissolverà eccezionalmente in quella dell'attrice francese Musidora, donna-simbolo dei Mille Occhi di quest'anno.
«Come per tutti i festival in un momento di emergenza per il coronavirus - spiega Germani - al quale si aggiunge per noi l'emergenza dei mancati finanziamenti pubblici, l'idea è stata di reagire trovando una formula, che a mio avviso è inedita, di fare un festival anche in televisione mentre tutti lo fanno in digitale». Forte delle notti "triestine" di Fuori Orario di venerdì, sabato e domenica, fatte di scelte di programma firmate rigorosamente Mille Occhi, il festival inanellerà anche tante scoperte, svelate nel programma tv come dal vivo. «Siamo riusciti a trovare quest'anno film italiani dati per perduti: un episodio di "Gente delle Langhe" di Cottafavi e un raro film di Ellis Donda che negli archivi Rai si è perso». Non mancheranno prime tv assolute, a partire dall'apertura di venerdì con "Triple Agent" di Eric Rohmer, per Germani «capolavoro oltre la storia».
Gli appuntamenti dal vivo, invece, prenderanno il via lunedì 21: se alle 17 il Cinema Ariston ospiterà la presentazione del volume "Trieste e il cinema" con i critici Paolo Lughi e Sergio Crechici, in piazza Verdi alle 20 protagonista sarà il regista Ellis Donda. I Mille Occhi hanno ritrovato e proporranno il suo "Altre epifanie" del 1985, un'interpretazione sperimentale delle epifanie di Joyce e il suo più noto "Engel und Puppe" corto d'avanguardia premiato a Venezia nel 1974 stavolta su suggestioni di Rilke. Una riscoperta, quella del regista friulano che oggi vive vicino a Aquileia e che sarà accompagnato dall'attrice e co-sceneggiatrice Luciana Sacchetti, dovuta ai collaboratori del festival Cecilia Ermini e Stefano Miraglia e «perfetto dittico tra due scrittori che hanno attraversato Trieste e tutta la cultura europea del 900».
Ancora un contesto inedito per i Mille Occhi come la proiezione in piazza - grazie anche alla sinergia con la Casa del Cinema -, ancora un pubblico da trovare per autori poco conosciuti: «mi è parso perfetto - commenta il direttore - per calare un oggetto così misterioso che pure ha riferimenti conosciuti come Joyce e Rilke, in linea con il festival di mescolare il noto e l'ignoto».
Il festival approfondirà poi l'omaggio a Donda nel giorno seguente, martedì 22, con un incontro col pubblico alle 17.30 al Teatro Miela. La giornata inizierà però già nel primo pomeriggio nel segno dei cortocircuiti inaspettati cui i Mille Occhi ci hanno abituato: ecco quindi, alle 15, la proiezione di "Mary Poppins" da una collezione privata di copie rare; ecco alle 20 l'omaggio a Stanlio e Ollio con "I fratellini" e "Sottozero", in collaborazione con Enzo Pio Pignatiello, Simone Santilli e Paolo Venier che continuano il loro progetto di recupero di pellicole. Alle 21, poi, collegato dalla Germania ci sarà un amico dei Mille Occhi che proporrà in anteprima assoluta "Solitudine donna", il film che ha girato a Trieste mentre era ospite lo scorso anno al festival: è Eckhart Schmidt che, colpito dalla città, ha quindi immortalato la sua attrice Marilina Marino nelle vie triestine. —
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