Il dna di Trieste sul palco del Miela: serbi, greci, russi e ucraini insieme

TRIESTE Dai tempi di Maria Teresa d’Asburgo a Trieste convivono culture, tradizioni, lingue e religioni differenti. È un omaggio a questa sua storica peculiarità il Festival delle tre culture, che oggi, 24 novembre - a partire dalle 19 - proporrà sul palco del teatro Miela esibizioni a base di canti e balli di tre diverse culture, russo-ucraina, serba e greca, che da secoli sono parte del dna cittadino.
Organizzato dall’associazione culturale russo-ucraina Rodnik con il prezioso contributo di Daniela Asaro Romanoff il festival, con ingresso a offerta libera (minimo 5 euro), vedrà alternarsi sul palco in un’unica serata tre associazioni culturali cittadine: la Rodnik, che si esibirà in danze a canti della tradizione russa e ucraina, la Pontes-Mostovi, con balli e canzoni della tradizione serba e la scuola di danza Terpsihóri, con musiche e balli greci.
Ogni associazione si presenterà con i propri costumi tradizionali: sarà una festa coloratissima e gioiosa, all’insegna dell’amicizia tra differenti culture. Proprio come segno di questa amicizia di lunga data nella seconda parte della serata s’invertiranno le parti e ciascun gruppo si cimenterà con due brani tradizionali di un altro Paese tra quelli rappresentati. «Questo festival nasce dall’idea che il più bel regalo che puoi ricevere nella tua vita è una canzone cantata per te da un amico nella tua lingua», spiega Ksenija Tommasini, presidente e coordinatrice artistica dell’associazione Rodnik (“sorgente” in ucraino).
Il festival sarà l’occasione per celebrare i primi dieci anni d’attività del gruppo: «Il nostro collettivo è unico in Italia, perché riunisce ucraini, russi, italiani, serbi e montenegrini - racconta Tommasini -. I membri sono persone d’ogni età, dai 5 ai 70 anni: vogliamo essere come una grande famiglia sul palco e nella vita. Siamo nati il 2 maggio del 2009 e in questa stagione in cui festeggiamo il nostro decennale il collettivo è divenuto ancora più numeroso, con l’ingresso di dieci nuovi soci. Nel corso di questo decennio abbiamo proposto molte iniziative per mantenere vive e diffondere attraverso il ballo e il canto le tradizioni e la cultura russa e ucraina sul territorio, ricevendo sempre un importante sostegno da parte della comunità serbo-ortodossa di Trieste».
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