Il dramma di Srebrenica vince tre premi Efa
“È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino non ce la fa agli Efa e manca l'appuntamento nelle tre categorie in cui era candidato. A vincere invece, sbancando, è “Quo vadis, Aida?”, un dramma familiare all'interno della tragedia di Srebrenica a firma della bosniaca Jasmila Žbanić, che porta a casa anche il premio per la regia e quello per la migliore attrice, Jasna Đuričić, una sorta di Anna Magnani pronta a tutto pur di salvare marito e figlio. Va anche bene per “The father - Nulla è come sembra” di Florian Zeller che ottiene, oltre all'European Film Award per la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista con Christopher Hampton, anche quello per il miglior attore europeo che va a un fuoriclasse come Anthony Hopkins, già Oscar con questo ruolo.
Questi i principali risultati della 34° edizione degli European Film Awards 2021 che si sono tenuti ieri sera nell'Arena di Berlino, in collegamento streaming in una cerimonia live a distanza condotta dall'attrice e scrittrice Annabelle Mandeng. Tra gli altri premiati eccellenti la regista ungherese Márta Mészáros che ha ottenuto il premio alla carriera, mentre il miglior successo europeo nel cinema mondiale 2021 è andato alla regista danese Susanne Bier. Tra i ringraziamenti da sottolineare quello della vittoriosa regista di “Quo vadis, Aida?”, Jasmila Žbanić, che prima rende omaggio alla nostra Lina Wertmüller ringraziandola per aver indicato la strada alle altre registe e poi, ricevuto il premio per il miglior film, sottolinea: «Questo mio lavoro è dedicato alle donne e alle madri di Srebrenica che hanno combattuto per trovare una strada per la pace in un paese completamente distrutto dalla guerra degli uomini. Lo dedico a loro e alle nostre madri che ci hanno insegnato come come tramutare in amore la distruzione». —
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