Il mondo raccontato dall’arte

Aprirà a Venezia il 13 maggio la 57.a Esposizione firmata da Christine Macel
Di Giovanna Pastega

di GIOVANNA PASTEGA

Forse è un caso, forse è una felice coincidenza, forse è voluto, sta di fatto che il tema della Biennale Arte di quest'anno "Viva Arte Viva" lanciato dalla curatrice Christine Macel, capo del Centre Pompidou di Parigi, come grido di libertà e centralità dell'artista richiama molto da vicino il titolo di un'opera della nota artista triestina Miela Reina, che nel 1968, proprio nel periodo in cui collaborava con l'associazione "Arte Viva" di Trieste, intitolò una sua tempera con un gioco di parole "Arte viva - W l'arte".

Comunque sia la 57.a Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, che si svolgerà dal 13 maggio al 26 novembre nei padiglioni dei Giardini e dell'Arsenale, sembra con questo tema puntare dritta verso una concezione più emozionale e viscerale dell'arte, rendendo l'artista protagonista assoluto e punto di riferimento per il pubblico. Un taglio assai diverso rispetto alle precedenti edizioni, forse più "intellettualistiche" e mirate a fotografare lo stato dell'arte come catalogazione enciclopedica o come azione "politica".

Insomma, in questa Biennale 2017 vedremo - stando agli annunci - non più opere asettiche abbandonate negli occhi dei visitatori senza alcun filtro e slegate dal loro creatore, ma vedremo, come ha dichiarato la curatrice, l'artista sempre in primo piano coinvolto il più possibile in un dialogo concreto e reale con il pubblico.

«L'arte di oggi - ha detto Macel - di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell'umano in un momento in cui l'umanesimo è seriamente in pericolo. È il luogo per eccellenza della riflessione, dell'espressione individuale e della libertà, così come dei fondamentali interrogativi. È un sì alla vita, a cui certamente spesso segue un ma. Più che mai il ruolo, la voce e la responsabilità dell'artista appaiono dunque cruciali nell'ambito dei dibattiti contemporanei».

Una Biennale diversa, in cui il punto di osservazione si fa introiettivo: le opere verranno viste non più dall'esterno ma dall'interno mentre ripercorrono, ciascuna con il proprio artefice, le orme della propria creazione. «La mostra - continua Macel - si sviluppa secondo una linea organica piuttosto che tematica in una sequenza di padiglioni, di luoghi che si susseguono come stanze di una poesia, come capitoli di un racconto, proponendo allo spettatore l'esperienza di un viaggio dall'interiorità all'infinito».

Una Biennale degli artisti e per gli artisti che al di là dei padiglioni nazionali si articolerà in modo per così dire coreografico lungo nove "Trans-padiglioni" pensati per riunire "famiglie di artisti" all'interno dei capitoli del racconto ideato da Macel come filo conduttore di questa Biennale. Ecco allora "Il padiglione degli artisti e dei libri" dove vedremo atelier-live e on line, artisti all'opera e naturalmente libri: uno spazio sempre aperto che offrirà una visione sui diversi modi di essere artisti e di fare arte oggi tra otium e negotium con uno sguardo - si spera - anche critico allo stesso sistema dell'arte. Ci sarà poi il "Padiglione delle Gioie e delle Paure" dove lo spettatore potrà immergersi nelle delizie e negli incubi contemporanei visti con gli occhi degli artisti.

Non mancherà il capitolo dedicato al concetto di collettivo e di comunità con "Il Padiglione dello Spazio Comune" e quello dedicato alla "Terra" dove emergeranno constatazioni, sogni e utopie sull'ambiente, il pianeta e il mondo animale. Centrali poi saranno i Padiglioni "delle Tradizioni", "degli Sciamani", "dei Colori" e quello "Dionisiaco" dedicato alla celebrazione del corpo femminile, della sessualità, della vita e del piacere. Dulcis in fundo il padiglione forse più amato dalla curatrice, quello "del Tempo e dell'Infinito"che proporrà un approccio più metafisico all'arte.

A rendere poi l'incontro con gli artisti atto concreto e quotidiano per il pubblico ci penseranno alcuni eventi collaterali, come "Tavola aperta" che permetterà ai visitatori di pranzare e dialogare en plein air ogni giorno con un artista diverso (previa prenotazione) o come "Pratiche d'Artista" che proporrà la visione di brevi video realizzati dagli stessi artisti sul loro modo di fare arte. Infine il progetto "La Mia Biblioteca", ispirato ad un saggio di Walter Benjamin, riunirà le letture preferite dagli artisti in una sorta biblioteca comune aperta al pubblico.

«Con questa Biennale - spiega il presidente Paolo Baratta - l'incontro diretto con l'artista assume un ruolo strategico, tanto da costituire uno dei pilastri della Mostra stessa. Vi è poi un primato assoluto di questa edizione, di 120 artisti invitati dalla curatrice ben 103 sono presenti alla Biennale per la prima volta: molte sono scoperte, altre sono riscoperte. Un modo di esprimere con il coraggio delle scelte la propria fiducia nel mondo dell'arte».

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