Il patto infame che legò le Br alla camorra

La mattina del 27 aprile 1982 un commando di terroristi uccise a Napoli Raffaele Delcogliano, avvocato beneventano di 38 anni, assessore Dc al Lavoro della Regione Campania, e il suo autista e amico...

La mattina del 27 aprile 1982 un commando di terroristi uccise a Napoli Raffaele Delcogliano, avvocato beneventano di 38 anni, assessore Dc al Lavoro della Regione Campania, e il suo autista e amico Aldo Iermano. Un duplice delitto inscritto nello scenario tormentato degli anni di piombo e firmato dalle Brigate Rosse. Ma chi erano i mandanti? A distanza di quasi quarant'anni dall'attentato il giornalista Luigi Grimaldi ricostruisce una nuova verità nel suo libro “Il patto infame”, edito da Melampo in libreria dal domani: emergono tracce finora ignorate che conducono a interessi scellerati comuni che all'epoca legarono le Br, la criminalità organizzata e una spregiudicata politica locale che utilizzava il lavoro come strumento clientelare, per fare incetta di consensi. Ma il giovane Delcogliano all'interno del suo partito aveva preso le distanze dalla logica dei favori in cambio di voti, lavorava per dare speranza al Meridione.

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