Il pianoforte di Lucchesini alla SdC con il testamento di Schubert

Domani al Teatro Verdi uno dei protagonisti della scena concertistica internazionale In programma anche Brahms e Schumann. Prima l’incontro con Derek Han e Lugnani
Roma, 28 01 2019 Ritratto di Andrea Lucchesini ©Musacchio, Ianniello e Pasqualini
Roma, 28 01 2019 Ritratto di Andrea Lucchesini ©Musacchio, Ianniello e Pasqualini

TRIESTE. «Racconta, analizza e spiega l'inspiegabile» così scrive di Andrea Lucchesini, uno dei più grandi pianisti al mondo, Suonare News. Il mito del pianoforte sarà a Trieste, al Teatro Verdi, domani alle 20.30 per la stagione della Società dei Concerti, evento in collaborazione con il Rotary Club Trieste, per una stagione realizzata anche grazie a Bastiani, rivenditore Rolex. «È uno dei più rinomati musicisti italiani sul palcoscenico mondiale - spiega il nuovo direttore della SdC Derek Han - un'occasione per sentire capolavori di Schubert, Brahms e Schumann eseguiti in maniera sublime».

Lucchesini s’impone all'attenzione internazionale da giovanissimo, con la vittoria del Concorso Internazionale “Dino Ciani” al Teatro alla Scala di Milano. Suona da allora in tutto il mondo con orchestre prestigiose e i più grandi direttori, suscitando l’entusiasmo del pubblico per la combinazione tra solidità di impianto formale nelle sue esecuzioni, estrema cura del suono, raffinatezza timbrica e naturale capacità comunicativa. Appassionato camerista, collabora regolarmente con artisti di grande prestigio tra cui il violoncellista Mario Brunello. Negli ultimi anni si è immerso con entusiasmo nel repertorio schubertiano, a partire dalla registrazione degli Improvvisi in un cd Avie Records accolto dal plauso della critica internazionale. Nel 2018 è iniziata la collaborazione con la casa tedesca Audite per la quale è uscito il disco “Dialogues” con musiche di Berio e Scarlatti, Schubert e Widmann, che ha riscosso anch'esso un notevole successo da parte di critica. Per Bmg ha inciso il Concerto II “Echoing curves” di Luciano Berio sotto la direzione dell’autore: una delle tappe fondamentali di una stretta collaborazione con Berio, accanto al quale Lucchesini vede nascere Sonata (l'ultimo e impegnativo lavoro del compositore italiano per pianoforte solo), eseguita in prima mondiale nel 2001 e successivamente consegnata – con tutte le altre opere pianistiche di Berio - a un disco Avie Records divenuto rapidamente edizione di riferimento.

Nella stagione 2019 e 2020 terrà recital in Germania e in Usa, suonerà con orchestra in Spagna, Sud America e nel’Europa dell’Est. A Trieste proporrà i Tre pezzi D946 di Schubert appartenenti al periodo dell’ultima produzione del maestro e fanno parte, insieme alle sonate D958, D959 e D960, del suo testamento spirituale. Lucchesini li suona, cosa rara, tutti e tre insieme, facendoceli apprezzare nella loro unica bellezza, che non ha nulla da invidiare agli improvvisi più eseguiti e famosi. Seguiranno i tre intermezzi per pianoforte di Brahms, monologhi interiori dal carattere personale e molto soggettivo. L'ultimo brano in scaletta, la Fantasia op. 17 di Schumann è descritto dal compositore stesso, in una lettera alla sua amata Clara lontana da lui per la contrarietà del padre alla loro unione, come “quanto di più appassionato abbia mai fatto, un profondo lamento per te”.

Prima del Concerto alle 19.30 al Caffè degli Specchi si terrà l’appuntamento “La Società dei Concerti Trieste Incontra” con il direttore artistico della SdC Derek Han e Piero Lugnani per scoprire interessanti approfondimenti e curiosità prima del concerto. —

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