Karp a Muggia e Trieste «Trump? È una forma di intrattenimento»

The American Blues risuona nella nostra provincia. Fa tappa a Muggia e Trieste il tour del cantautore Peter Karp (foto Bob Schultz), che Mick Taylor dei Rolling Stones, con cui ha registrato l’album di debutto, ha definito una delle voci più significative della musica americana contemporanea. Chitarrista e pianista, la sua musica è una miscela di blues, rock e folk. Domani alle 21 Karp si esibirà alla Taverna Cigui di Santa Barbara (prenotazione consigliata allo 040273363), mentre mercoledì sarà al Murphy’s Meeting Point. In due ore di concerto eseguirà in prevalenza brani dal nuovo cd “The American Blues!” con qualche estratto dal precedente, “Shadows and Cracks”.
«Il tour sta andando molto bene», anticipa Karp, che ricorda di aver suonato con molti musicisti italiani. «Penso – afferma - che interpretino molto bene la musica americana». Prima di dedicarsi a tempo pieno alla musica, il bluesman è stato autore di film di successo. «Ma dopo aver avuto un figlio, ho scelto un lavoro che mi permettesse di stare vicino a casa. Il passaggio da cinema alla musica è stato naturale. È un ambiente collaborativo, molto simile alla musica, solo che hai molte più persone con cui confrontarti».
Per lui, il blues è una musica semplice, che spinge a ridere, piangere, amare. «Ritrovo il blues – spiega l'artista di Nashville - in quasi tutti i generi. Sono un narratore, l’ho imparato parlando con molti grandi cantautori. Willie Dixon mi ha dato il miglior consiglio: "Sii chi sei. Non cercare di essere qualcun altro. Scrivi di quello che sai».
Karp paragona la scena politica americana a una nuova forma di intrattenimento. «Ogni storia ha bisogno di un eroe (Obama) e un cattivo (Trump). E se più persone sono coinvolte è un bene. Ma chiunque prenda la politica troppo seriamente sta cadendo in errore. È tutto un inganno». Quanto al "Me Too", Karp ritiene che nello show-biz nulla sia cambiato. «Le donne – sostiene il musicista - usano il movimento per portare alla luce gli abusi, il che è una buona cosa. Al momento il movimento è un po’ fanatico, ma forse è quello che serve per rendere le persone più consapevoli dell'ingiustizia». Il paragone con James Taylor e Bob Dylan lo imbarazza. «Cerco solo di esprimermi al meglio. Sono lusingato che qualcuno pensi che il mio lavoro sia a quel livello. Per me la musica è tutto, dopo la mia famiglia è la sola cosa che conta. Sto scrivendo nuovi brani e morirò con una chitarra in mano e una canzone sulle labbra».
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