La città stremata da Satana

Alle soglie del 1666 si diffuse in Polonia la notizia che per gli ebrei la fine dell’esilio era imminente: un uomo chiamato Shabbatay Tzevi si era rivelato come il Messia. Ma per accelerare la liberazione bisognava immergersi nell’oscurità del peccato: solo la discesa agli inferi avrebbe consentito l’ascesa delle anime e la perfetta redenzione. Anche gli abitanti di Goraj si abbandonano dunque all’idolatria e alla licenza, infrangendo ogni legge. Ma la sciagura - così racconta “Satana a Goraj”, il nuovo romanzo di Isaac Bashevis Singer (Adelphi, pagg. 182, euro 18,00) - si abbatte su di loro: dopo aver giaciuto, benché sposata, con il capo dei sabbatiani, Rechele la profetessa finisce per essere ingravidata da Satana, mentre la disperazione stringe in una morsa la città, stremata dalla carestia.
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