La fantascienza è protagonista a Trieste: decifrare il presente disegnando il futuro al Science+Fiction 2026
A Trieste dal 3 novembre il meglio del cinema fantastico internazionale. Proiezioni al Rossetti e all’Ariston. Incontri e dibattiti al Dome in piazza Borsa: tra le novità la sezione dedicata alla produzione tutta al femminile

Il futuro, a volte, passa da Trieste: e non è solo una suggestione da appassionati di fantascienza. Il Trieste Science+Fiction Festival è entrato quest’anno nella Top 40 dei festival di genere più importanti al mondo, un riconoscimento che conferma una vocazione che va oltre la presentazione delle novità del cinema fantastico: intercettare i talenti emergenti, anticipare le tendenze e contribuire a plasmare l’immaginario di domani.
«È un riconoscimento straordinario per il nostro festival – sottolinea il direttore artistico Alan Jones – e dimostra la capacità che abbiamo di contribuire, in qualche modo, a orientare il futuro. E i distributori, in questo mondo di piattaforme, guardano sempre più ai festival proprio per individuare le tendenze che verranno».
Un ruolo che acquista un significato particolare nell’anno in cui la fantascienza celebra i 100 anni della nascita del termine coniato da Hugo Gernsback nel 1926. È anche da questa ricorrenza che prende le mosse la ventiseiesima edizione del Trieste Science+Fiction Festival, pronto a tornare in città con il suo sguardo rivolto non tanto al passato quanto a ciò che ancora non conosciamo.
«La fantascienza ha sempre raccontato il presente – osserva la presidente Chiara Barbo –: analizza e ci fa riflettere sulla realtà che viviamo, ma al tempo stesso propone e immagina tanti futuri possibili. Ed è proprio sulla parte dell’immaginazione, della creatività, della direzione verso il futuro che lavoriamo con il festival, attraverso i film e gli eventi che proponiamo ogni anno».
Un impegno culturale che, aggiunge Barbo, assume un valore particolare in tempi non facili: «Abbiamo uno strumento, quello della cultura e del cinema, con cui possiamo e dobbiamo dare un contributo alla società e alla comunità in cui viviamo». Accanto alla ricerca cinematografica e alla valorizzazione del cinema europeo e di qualità, resta centrale quindi il rapporto col pubblico, con il desiderio di offrire a spettatori sempre più numerosi e internazionali occasioni d’intrattenimento e scoperta.
Dal 3 all’8 novembre la nuova edizione porterà dunque nel capoluogo giuliano il meglio del cinema fantastico internazionale, tra anteprime, grandi ospiti, incontri e proposte nelle diverse declinazioni della Sci-Fi contemporanea. Ad aprire il festival sarà il film “The Squirrel”, candidato dalla Finlandia agli Oscar 2027, uno dei titoli che Jones indica tra i segnali più significativi di un’annata particolarmente entusiasmante per il fantastico. Le proiezioni si snoderanno tra il Rossetti e la nuova sede del Cinema Ariston, mentre il cuore degli appuntamenti collaterali sarà ancora lo Sci-Fi Dome in piazza della Borsa, affiancato dalla Sala Xenia.
Tra le ricorrenze ce n’è una particolarmente significativa per la storia stessa della manifestazione: il centenario della nascita di Roger Corman. «Corman partecipò nel 1963 al primo festival di fantascienza che si tenne a Trieste con il suo film “L’uomo dagli occhi a raggi X” – ricorda Jones –. Quest’anno tornerà a parlarci attraverso la voce della moglie, che racconterà non soltanto il marito e il regista, ma anche la sua straordinaria capacità di scoprire talenti, da Scorsese a Coppola». Un omaggio che non riguarda solo un protagonista della storia del cinema, ma anche un’idea di produzione indipendente, libera e sperimentale, capace di aprire strade alle generazioni successive.
A spiegare lo spirito con cui è stato costruito il programma interviene Francesco Ruzzier, che invita a non considerare il futuro come una destinazione già scritta. «Celebrare i 100 anni della Science Fiction è importante ma per un festival che guarda al futuro non è molto naturale fermarsi al passato. Con la selezione di film, eventi e incontri proviamo a celebrare la meraviglia della scoperta, non tanto per trovare risposte definitive quanto per continuare a moltiplicare le domande». Un’edizione che consoliderà appuntamenti ormai riconoscibili, ma che al tempo stesso introdurrà nuove prospettive.
Amazing Perspectives, ad esempio, sarà la neonata sezione pensata proprio per rileggere i 100 anni della fantascienza attraverso angolazioni meno consuete. Due tavole rotonde, sabato 7 e domenica 8 mattina, saranno dedicate alla fantascienza al femminile, per raccontare un genere tradizionalmente considerato maschile attraverso il punto di vista delle scrittrici. Una prospettiva che si ritroverà anche nelle serate allo Sci-Fi Dome, dove il nuovo partner IWonderfull proporrà quattro opere contemporanee di fantascienza firmate da registe donne: sarà lo Sci-Fi Club, fra cinema e conversazioni.
Nuovo sarà il catalogo, arricchito da contributi inediti e saggi critici, per uscire dalla cerchia degli addetti ai lavori e raggiungere lettori curiosi, come nuovi saranno i Futuri Sonori di giovedì 5: lo Sci-Fi Dome offrirà agli studenti di musica elettronica del Tartini un intero pomeriggio e un palcoscenico per presentare le proprie sperimentazioni. Alla Xenia il giorno d’inizio Le Terre dell’Arte: 100! coinvolgerà 50 artisti in una maratona di disegno dedicata a un secolo di immaginari fantascientifici, in collaborazione con l’Accademia del Fumetto. Torneranno gli incontri di Things to Come, le conferenze di MondoFuturo, gli IVIPRO Days sul videogioco, i Book Invaders.
Per le proiezioni si potrà scegliere tra gli accrediti e i singoli biglietti, mentre la maggior parte degli eventi collaterali sarà a ingresso gratuito. «Sono emozionato per quest’edizione – conclude Jones – e voglio ringraziare il team della Cappella Underground, che lavora un anno intero per preparare il festival e scegliere i film giusti al momento giusto. Non potrei farlo senza di loro».
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