La Fondazione Feltrinelli inserisce il Balkan nel calendario civile della grande Storia

Lunedì al Teatro Miela a Trieste un incontro-conferenza sui fatti del 13 luglio 1920, data considerata centrale per le vicende d’Italia  
Trieste 13.07.1920 - Incendio dell'Hotel Balkan. Il Narodni dom (in sloveno, Casa del popolo o Casa nazionale) di Trieste era la sede delle organizzazioni degli sloveni triestini, un edificio plurifunzionale nel centro di Trieste, nel quale si trovavano anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffè e un albergo (Hotel Balkan). ....
Trieste 13.07.1920 - Incendio dell'Hotel Balkan. Il Narodni dom (in sloveno, Casa del popolo o Casa nazionale) di Trieste era la sede delle organizzazioni degli sloveni triestini, un edificio plurifunzionale nel centro di Trieste, nel quale si trovavano anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffè e un albergo (Hotel Balkan). ....

l’incontro

Federica Manzon

Il 13 luglio a Trieste è una data che non deve passare sotto silenzio, non solo per quello che è accaduto in quel giorno del 1920 (il comizio fascista nazionalista in piazza Unità, l’incendio del Narodni Dom), ma per quello che i fatti di quella giornata hanno innescato: la miccia della degenerazione di un fenomeno politico che in breve tempo sarebbe diventato dittatura violenta, razzista e oppressiva.

Quei giorni vedono svilupparsi a Trieste i primi passi di una cultura nazionalista che combinerà insieme un linguaggio, un’idea di corpo e di società tesa a favorire sentimenti di violenza e rabbia antidemocratici che, diciott’anni dopo, porteranno alle leggi razziali annunciate proprio a Trieste.

Per questo Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha deciso di inserire il 13 luglio nel proprio calendario civile, facendone un punto chiave per una riflessione sulla nostra storia che porti a un esercizio più consapevole e articolato della cittadinanza. Sbarcando per la prima volta a Trieste, Fondazione Feltrinelli lunedì alle 18.30 al Teatro Miela celebra questa data con l’incontro: “Italiani! I fatti del Narodni Dom e la storia che abbiamo alle spalle”.

A guidare la serata una domanda cruciale: come possiamo oggi pensare una democrazia che sia inclusiva dell’alterità e della differenza, che favorisca la creazione di una società multiculturale?

Dopo i saluti di Carlo Feltrinelli e Roberto di Lenarda, introdurrà la serata il direttore della Fondazione Feltrinelli, Massimiliano Tarantino. «Viviamo un momento cruciale in cui ci stiamo giocando la democrazia - spiega Tarantino - , siamo su un crinale tra democrazia vera e propria e democrazia come paravento in situazioni che esautorano i cittadini dalla loro centralità nell’esercizio della cosa pubblica. Trieste, per la sua storia, la sua geografia e le sue culture, è paradigmatica, per questo è importante partire da qui per pensare una politica migliore».

Sul palco interverranno Giulia Albanese e David Bidussa, autori con Jacopo Perazzoli del saggio appena uscito “Siamo stati fascisti” (pp. 240, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 16 euro). I due storici portano avanti un discorso iniziato da Fondazione Feltrinelli l’anno scorso con l’iniziativa “Mai più fascismo”: un ampio percorso di incontri e confronti che vuole portare nel dibattito pubblico l’urgenza dei conti con la nostra storia, anche con quella più cupa espressa del fascismo e dalla sua presa sulle masse. Per poter da qui pensare un futuro dove le democrazie si costruiscano sull’inclusività, sull’accoglienza, sulla libertà delle culture.

Assieme a Marta Verginella, storica dell’Università di Lubiana, e allo storico triestino Raoul Pupo, Anna Granata, ricercatrice dell’università di Torino, proietterà il discorso sul presente, mettendo al centro i processi di integrazione interculturale che, oggi più che mai, devono partire dalla scuola. A sottolineare l’importanza decisiva della formazione scolastica per una società libera e consapevole, interverrà anche Sabrina Benussi, docente del liceo Petrarca che, con la propria classe, ha realizzato il bellissimo progetto (al centro di una polemica con il Comune di Trieste) “Razzismo in cattedra”: mostra e video dedicati alle storie dei professori e dei ragazzi ebrei cacciati dal Petrarca a causa delle leggi razziali. Chiude la serata il presidente del Circolo della Stampa Pierluigi Sabatti.

Un’occasione quindi per mettere al centro del discorso civile la necessità di fare i contri con la storia per costruire una società all’altezza delle sfide democratiche e multiculturali che il presente ci impone. Per pensare un futuro migliore. «Trieste è un luogo privilegiato per immaginare il futuro - continua Tarantino -, guardando alla propria storia la città può giocare un ruolo decisivo per l’Europa: sul piano culturale della ricerca universitaria e delle eccellenze scientifiche, e sul piano economico dove, trovandosi sull’asse Pechino-Asmara, può riportare l’Europa al centro delle traiettorie dei mercati internazionali». —

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