La Società dei concerti apre con Bach e figli

TRIESTE. Dopo il successo e il tutto esaurito del concerto "Regalo alla città" lo scorso 31 ottobre svoltosi nella cattedrale di San Giusto, si alza domani alle 20.30 il sipario al Teatro Verdi di Trieste, sull'84° stagione della Società dei concerti di Trieste. Ad aprire la serata sarà lo stesso direttore artistico Enrico Bronzi per un evento che lo vedrà in doppia veste di solista e di direttore dell'orchestra da camera di Mantova con un programma dal titolo "L'eredità dei Bach". Per l'occasione Bronzi, al violoncello e alla direzione dell'Orchestra da camera di Mantova, regalerà la sua esecuzione a tutti gli ascoltatori attraverso un programma del tutto particolare.
Insieme a quella che è giudicata in modo pressoché unanime la migliore orchestra da camera italiana - guidata dal violino "di spalla" Filippo Lama - proporrà un'istantanea che ritrae la fine del barocco, pochi anni prima della nascita del grande stile classico viennese. Protagonisti ne sono i figli del Kantor, che incarnano le principali tendenze di una nuova, eccitante epoca della musica.
Come preannuncia il titolo del concerto il programma è targato "Bach", ma non si limiterà ai lavori di Johann Sebastian, che apriranno e chiuderanno il concerto ma attingerà, infatti, anche al repertorio dei figli.
«L'idea mi è venuta anni fa - spiega Enrico Bronzi - ed era quella di rendere musicalmente una sorta di fotografia di quello che avviene l'anno di morte di Bach, anno in cui scrive la summa straordinaria dell'Arte della fuga. Bach scrive in quel periodo un'opera straordinaria pensata non per l'ascolto del pubblico ma per un'associazione per corrispondenza di scienze musicali, alla quale i soci che ne facevano parte ogni anno dovevano mandare un progetto. Si tratta di un'astrazione altissima nella quale dà prova di una maestria inarrivabile nella pratica del contrappunto. Bach vi introduce un motivo desunto dalle lettere del proprio cognome: B A C H. La repentina interruzione del manoscritto genera un racconto leggendario, che noi "sfruttiamo" per raccontare cosa succede quando i figli si emancipano dai genitori. Simbolicamente con Bach muore l'epopea della fuga ed è al suo secondogenito Carl Philipp Emanuel che i musicisti dell'epoca spesso guarderanno, se è vero che anche Mozart ebbe modo di dire: "egli è il padre di tutti noi"».
Prima del concerto Bronzi terrà una chiacchierata su quest'argomento nella Sala Paolo Vero del Teatro Verdi (primo piano) alle 18.
In programma quest'anno concerti di musica da camera, classici ma anche pensati per i giovani: formazioni e orchestre rinomate come il Quartetto Lyskamm insieme al pianista Alessandro Taverna (fresco reduce dal debutto con la Filarmonica della Scala e Daniel Harding) e il percussionista Simone Rubino, trionfatore dell'Ard di Monaco in un concerto realizzato in collaborazione con il Festival Ullmann, Roberto Prosseda indiscusso artista del panorama pianistico italiano, il Trio di Parma con Guglielmo Pellarin con l'integrale dei trii di Brahms, il Quartetto Gringolts, il Trio Wanderer, il Quartetto Prometeo e il pianista Filippo Gamba un artista di un rigore assoluto e di potentissima immaginazione che per il suo debutto triestino proporrà Beethoven). Ma anche giovani talenti come Federico Colli, la violoncellista Julia Hagen in duo con Chiara Opalio.
Ai nuovi soci che si iscrivono per la prima volta sconto speciale del 30%, offerte speciali per i soci del Fai, per gli abbonati alla Stagione Lirica e Sinfonica del Verdi e alla Stagione del Rossetti, promozione per gli under 35 con uno sconto di ingresso fino al 50 % oppure l'acquisto della tessera juniores a 50€ con accesso al Loggione.
Per informazioni www.societadeiconcertitrieste.net
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