“L’agente segreto” che ama i libri in un mondo popolato di ombre

Spy story di grande atmosfera il nuovo romanzo  di Andrea Ferrari in uscita venerdì per Bollati Boringhieri
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Un piccolo hotel in una defilata località della costa italiana con un gruppo di personaggi, principalmente donne, che sembra concentrato su mansioni e abitudini sempre uguali e di nessuna particolare importanza. In quest'ambientazione tranquilla in riva al mare si ritrova Jacopo, un agente segreto di mezza età giunto lì in attesa di indicazioni precise riguardo la sua prossima, misteriosa, missione. L'abitudine del protagonista è quella di osservare con attenzione i movimenti intorno a sé, cercando magari di indovinare cosa si nasconde dietro a chiunque il caso voglia fargli incontrare e, dal momento che il racconto di Jacopo è in prima persona, il lettore è chiamato fin da subito a vivere in simbiosi con lui.

È una spy story di grande atmosfera, più psicologica che d'azione, “L'agente segreto” (Bollati Boringhieri, pp. 128, euro 15), il nuovo romanzo di Andrea Ferrari che arriva venerdì nelle librerie. C'è una tensione latente in tutto ciò che Jacopo registra con occhi e orecchie: l'attesa di un segnale è palpabile perché nella amena cittadina tutto appare permeato di una rassicurante quotidianità da niente, ma sia il protagonista che il lettore sanno che è solo questione di attimi. Jacopo è inquieto e rimugina sulla sua vita: “Nel mio lavoro si ciondola parecchio. Specie quando si segue qualcuno. Il problema di seguire qualcuno nasce quando il seguito smette di muoversi lungo la strada ed entra da qualche parte. Naturalmente si cerca di andargli dietro, ma non è sempre possibile. Ad esempio i locali pubblici non si prestano tutti al pedinamento. Non tutti allo stesso modo. Quelli troppo piccoli sono insidiosi, meglio star fuori, si finisce per essere quasi... fluorescenti”. Ma al momento a tener sveglia l'attenzione di Jacopo sono le figure femminili che gli ronzano intorno: la proprietaria dell'albergo, sposata a un noioso benzinaio e alle prese con un amante volgare e aggressivo, la signora del negozio di biancheria, delicata e sognatrice, con cui il protagonista allaccerà una relazione appassionata, e la giovane Fiorile.

La ragazza, figlia dei proprietari, è curiosa e spavalda e inizia subito a confidarsi con Jacopo che trova un uomo originale per la quantità di libri di cui si circonda. Gli racconta dei suoi interessi amorosi per un ingegnere di dieci anni più grande, dei suoi turbamenti, e se lo rende complice chiedendogli di comprarle, all'insaputa della madre, un paio di calze che ha deciso di indossare in occasione di una festa. Fiorile trascina Jacopo anche in spiaggia, facendolo scendere per una scoscesa e ripida stradina a strapiombo sul mare. L'uomo è affascinato dalla ragazza e la asseconda quando lei vuole sentire il racconto della sua vita. Ovviamente lui non può svelarle la sua vera professione e accenna invece al padre che gestiva una libreria e che gli ha trasmesso l'amore per la lettura.

Proprio in quel lontano passato è racchiuso l'inizio di tutto, come la scelta di Jacopo di diventare un agente segreto, cioè una persona sospettosa, sempre all'erta, uno che in un pacchetto di sigarette si immagina nascosta una macchina fotografica e che vede l'ombrello come un'arma mortale con tanto di veleno nella punta. Malinconico e solitario, il protagonista del romanzo si muove in un mondo in cui la realtà è un gioco di ombre sfuggenti e ciascuno deve ricomporre la propria esistenza interpretando ciò che gli succede intorno. La scrittura di Ferrari, asciutta però ricca di digressioni e di avvolgenti spaccati psicologici, seduce e sa creare la suspense anche in una storia che non si basa principalmente sull'intreccio. L'autore torinese aveva già fornito due buone prove di narratore con i romanzi “Passaggi di tempo” e “H” anch'essi costruiti come un insieme fragile e sorprendente di tasselli di storie che tengono continuamente in scacco i suoi personaggi. —

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