L’arte incontra i robot con il Gruppo 78

In autunno mostre, spettacoli, lezioni e video performance in varie sedi con artisti come Ken Rinaldo, Patrick Tresset, Bill Vorn

TRIESTE. Può il concetto di arte, inteso come concetto di conoscenza e approfondimento del sapere, sposare la scienza e i suoi affascinanti sviluppi abbattendo le barriere che spesso separano i diversi settori dello scibile ed evolvendo invece in una più vivace visione globale? Con questa stimolante domanda il Gruppo78 presenta un nuovo progetto che in autunno animerà di incontri ed eventi Trieste e diverse altre località della regione: "Robotics, Festival di Arte e Robotica" che Maria Campitelli illustrerà in anteprima al pubblico giovedì 7 giugno al Caffè dei Libri alle 19.

L'idea di sviluppare questo tema è nata a due anni di distanza dal successo di "La Robotica", un appuntamento composito che legando insieme arte, scienza e tecnologia aveva intavolato di fatto l'argomento in città. L'espansione inarrestabile della realtà robotica affascina a livelli diversi e affrontando la questione in maniera più allargata e approfondita ci si può spingere fino a costruire un vero e proprio festival che ha trovato la collaborazione di un esperto del settore, Valentino Catricalà di PoetronicArt di Roma, e il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste e di un manipolo di sponsor privati.

In Italia questa tematica non è ancora molto indagata e la proposta del Gruppo78 rappresenta uno dei pochi tentativi a riguardo. «Il nostro festival - dice Maria Campitelli - vuole essere un osservatorio di ciò che avviene nel mondo della scienza, della tecnologia e dell'arte nella prospettiva di una comune, costante innovazione, nella sfida su un futuro post o trans umano». L'obiettivo è quindi porre l'attenzione su una tematica che si sta espandendo a livello planetario e informare in particolare sulla relazione che robotica e arte vanno intrecciando già da decenni con una reciproca e proficua interazione.

Il festival ha ottenuto pochi giorni fa il parere favorevole a essere inserito nell'ambito di "Science to Citizens" nel progetto di ESOF 2020, il grande appuntamento di Trieste Capitale europea della Scienza, integrando la ricerca scientifica con i molteplici aspetti dei linguaggi artistici contemporanei, rinnovati e implementati dalle inesauribili potenzialità tecnologiche. «Spesso l'arte - continua Campitelli - anticipa, in forma creativa o provocatoria, conoscenze, fenomeni e dispositivi che poi vengono accertati scientificamente e magari anche realizzati tecnicamente».

Articolata in svariate sezioni e ospitata in diverse sedi, tra cui la Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio, la rassegna toccherà anche sedi fuori Trieste. Nella seconda metà di novembre potremmo visitare la mostra internazionale con nomi di prestigio come lo statunitense Ken Rinaldo, il francese Patrick Tresset già apprezzato due anni fa con le sue ingegnose creazioni (fra cui il robot che disegna mature morte), e il canadese Bill Vorn. Ma ci saranno anche spettacoli, eventi collaterali, rassegne cinematografiche e di video arte, lezioni di esperti, video performance e workshop in cui saranno coinvolte le scuole. Con questo progetto Trieste potrebbe ambire a diventare un punto di riferimento su questi temi in Italia e in Europa, con una ricaduta turistica da tenere presente. E la città ben si presta a ospitare installazioni del futuro e robot in grado di colpire il grande pubblico per il loro grado di spettacolarità. Oggi, poi, molti artisti si spingono oltre e lavorano per approfondire la vita artificiale e l'automatismo, l'evoluzione biologica e tecnologica, e quell'antica e sempre attuale aspirazione a replicare l'uomo.

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