L’errore è la molla del progresso, parola di Giorello

«C'è un breve saggio, di appena 120 pagine, che ho trovato illuminante. Si tratta di “Errore”, scritto a quattro mani da Giulio Giorello, recentemente scomparso, e Pino Donghi, per i tipi de il Mulino. «Per me puoi anche sostenere che il sole giri intorno alla terra, se poi sei capace di argomentarlo». Questa frase di Giulio Giorello è emblematica di un certo modo di intendere il lavoro intellettuale come professione e in questo libretto troverete questa stessa luminosità del ragionamento. L'errore è la vera molla del progresso e dell'evoluzione della conoscenza, e gli autori per (di)mostrarlo si avvalgono di ogni disciplina del pensiero: si parla di Popper e insieme di Matrix, si enucleano le teorie evoluzionistiche (la preoccupazione di Darwin per i troppi elefanti nel futuro, splendida) e si racconta un film con Tom Hanks. Insomma l'errore non è il male, sono due cose diverse, semmai è un bene, e a sostegno di questa tesi abbiamo a disposizione tutta la storia dell'umanità».
A suggerirlo è Tony Laudadio. Dopo “Preludio a un bacio” (Premio Selezione Bancarella nel 2018), Laudadio torna con “Il blu delle rose” (NNE), una favola distopica che, immaginando un futuro vicino nel tempo, si interroga sul nostro presente in cerca della perfezione a ogni costo. E ci insegna che le scelte di libertà e amore sono le uniche capaci di vincere la paura e segnare la strada che porta alla felicità: per chi sogna un futuro in cui le auto si guidano da sole, per chi ha riletto una poesia di Montale di cui ricordava solo pochi versi, per chi ascolta il tintinnio di un acchiappasogni in veranda, e per il mistero della rosa blu, che obbedisce all’artificio della bellezza, ma conserva in sé la ribellione della natura. Tony Laudadio si è formato alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman. È attore di teatro e di cinema (ha lavorato con Paolo Sorrentino, Marco Risi, Nanni Moretti) ed è autore di testi teatrali e opere letterarie. —
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