L’uomo può dialogare con le macchine? Alla Mlz le risposte dei creativi visuali



Dalla ricchezza dello scambio, del confronto, delle riflessioni condivise nasce la mostra collettiva Neuro_Revolution negli spazi della Mlz Art Dep a Trieste, visitabile fino al 16 ottobre. Concepita in collegamento a Esof, la mostra coinvolge Camilla Alberti, Marco Antelmi, Leonardo Bentini, Luca Marcelli, Orecchie D’Asino e Valerio Veneruso. La curatrice Francesca Lazzarini ha coordinato i lavori che hanno preso il via con il programma di residenze d’artista di AiR Trieste realizzate con il sostegno del MiBact e della Siae, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” e in collaborazione con Fondazione Modena Arti Visive e Naba, Nuova Accademia di Belle Arti. Attraverso un’open call sono stati selezionati sei artisti visivi under 35 che hanno lavorato sull’impatto delle nuove tecnologie rispetto ai comportamenti umani. Durante il mese di residenza gli artisti hanno seguito un percorso formativo composto da workshop, tutorial, visite e incontri con curatori, artisti ed esperti di tecnologia, robotica e neuroscienze.

Un argomento cardine, sviluppato poi nei lavori, è derivato dall’intervento presentato da Giorgio Griziotti che ha aperto la serie di incontri di formazione dal titolo “Neuro Revolution o Apocalisse?”. Quanto internet, che ha sicuramente cambiato il vivere quotidiano, sia un mezzo di controllo e quanto uno strumento di emancipazione? L’avvicinamento virtuale delle persone le rende più connesse empaticamente?

L’utopico equilibrio tra natura, uomo e macchine sembra un sogno lontano ma Camilla Alberti ha lavorato a questo ipotetico bilanciamento con l’opera “WWW - Worlding Wild Web” creando un parallelo tra la struttura della rete informatica e i processi di sviluppo delle micorrize. La video-installazione “Teorie di topi” di Marco Antelmi è una sorta di documentario delle conseguenze dell’attuale vivere senza regole etiche, il cui effetto è la sopravvivenza di un unico essere umano in un mondo popolato da ratti. Gli indizi della catastrofe trovano rispondenza nelle interviste che emergono dai ricordi del protagonista a un avvocato esperto di diritti dei migranti e di Cpr, a un designer di interfacce grafiche per l’Internet banking e a un operatore di data center.

“The Intangible Community” è il lavoro presentato da Leonardo Bentini che concentra la sua ricerca sull’identità intangibile della gig economy coinvolgendo alcuni lavoratori on demand in un processo di scrittura collettiva. Luca Marcelli presenta “Le Voci”, un’installazione sonora in cui il fruitore deve posizionarsi al centro di quattro casse da cui escono le voci dello stesso soggetto (Ludovica Grimaldi) che si sovrappongono e si contraddicono. La sua ricerca vuole porre l’attenzione sui molteplici stimoli cui è sottoposta la mente umana in una scansione temporale brevissima. Il collettivo Orecchie D’Asino ha lavorato sulla realtà della relazione vis-à-vis volendo operare su un’arte partecipativa che si potrebbe definire “gioco di società sul campo”. Le artiste hanno chiesto, durante la residenza a Trieste, a un gruppo di volontari di donare un oggetto e dare la propria disponibilità a incontrare la persona che, ricevendo uno scatolo numerato, visitando la mostra, lo avrà in dono. All’interno dello scatolo c’è un biglietto con il luogo dell’appuntamento per un incontro singolo; in galleria in occasione del finissage della mostra l’esperienza diventerà collettiva. L’installazione di Valerio Veneruso, “Public void on pointer enter”, si concentra sugli istinti suscitati e amplificati dall’uso dei social media. Incentrata su un’esperienza di Realtà Virtuale, la fruizione dell’opera punta l’attenzione sul comportamento umano e sulla necessità di inserire in rete le proprie esperienze, gli stati d’animo, le abitudini. Neuro_Revolution più che una mostra è un’esperienza che il fruitore, varcando la soglia della galleria, decide di iniziare. —

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