Malick girato a Sappada in anteprima al Film Festival

Trieste Film Festival pensa in grande e scommette sul regista Palma d’oro Terrence Malick. Sarà l’anteprima italiana del suo ultimo lavoro “La vita nascosta” (“A Hidden Life”) a inaugurare la 31° edizione della manifestazione, al via il 17 gennaio al Politeama Rossetti e in calendario per i successivi sei giorni. «Siamo orgogliosi - spiegano i direttori artistici Nicoletta Romeo e Fabrizio Grosoli - di poter aprire il festival con il nuovo film di un vero maestro, un'autentica leggenda, che dopo tre film molto intimi torna a misurarsi con la Storia - una Storia che ci riguarda molto da vicino - attraverso la figura di Franz Jägerstätter, il contadino austriaco che si rifiutò di servire Hitler per obbedire alla propria coscienza, pagando quella scelta con la vita».
Tratto da eventi realmente accaduti e girato in gran parte a Sappada, “La vita nascosta” riporta agli antichi fasti il regista premiato a Cannes nel 2011 per “The Tree of Life”. La sua è (ancora) una profonda riflessione ontologica sull’Uomo e sul senso della vita, che però stavolta vuole estendere il raggio dell’indagine dall’individuo alla comunità.
La vicenda è ambientata nel 1940 a Sankt Radegund, un paese non lontano da Salisburgo dove il protagonista vive assieme alla moglie Fani e alle figlie. La vita scorre serena seguendo il ritmo della natura e le stagioni, finché l’ombra del nazismo non li raggiunge imponendo una dolorosa presa di posizione. L’ostinato rifiuto di Franz Jägerstätter di combattere per l’esercito del Reich gli costerà la prigione, un processo e una condanna a morte eseguita per decapitazione nel 1943. Un lacerante percorso interiore che deve il suo respiro universale alla voce fuori campo, marchio di fabbrica dell’autore, ai carrelli, alle corse nei campi, ma anche alla sontuosità delle Dolomiti, che donano allo scenario un senso di eternità e trascendenza che tendono al sublime. Un racconto senza tempo. Che da un lato guarda alla Storia e alla sua contingenza (notevole l’uso dei materiali d’archivio sulla vita pubblica e privata del Führer), dall’altra si offre come monito per le nuove generazioni, mostrando le inquietanti assonanze degli eventi narrati con la cronaca del presente.
Nella stessa serata inaugurale, sempre il 17 gennaio al Rossetti, saranno consegnati i premi del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Sncci), che anche quest’anno ha scelto il palco del Trieste Film Festival per annunciare i riconoscimenti al miglior film italiano e al miglior film internazionale del 2019. A imporsi come il migliore film in assoluto, votato dalla commissione “Film della Critica” tra quelli distribuiti nelle sale italiane nel 2019, è “Parasite” di Bong Joon-ho, Palma d’oro a Cannes la scorsa primavera. Eletto invece migliore film italiano, il più votato in un referendum interno al Sindacato, è stato “Il Traditore” di Marco Bellocchio (che sarà presente in sala per ritirare il premio). —
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