Nathan ritorna da Tel Aviv e racconta il Mondo moderno

TRIESTE. Una mostra di valenza europea per l'alta qualità delle opere esposte, ma soprattutto per il concept che sottende l'allestimento, improntato ad accuratezza, chiarezza e semplicità, in cui la scelta di ogni singola opera - oli, acquarelli, sculture corredati da documenti e foto, tra cui una stupenda di Alinari, che rappresenta in controluce la via Dante - non è casuale, ma espressamente voluta: così, con il fascino discreto della competenza, si presenta da oggi al 6 gennaio al Magazzino delle Idee l'esposizione "Il Mondo è là. Arte moderna a Trieste. 1910-1941", organizzata e promossa dalla Provincia quasi come ideale prosecuzione delle istanze aperte dalla rassegna "Il mito sottile", allestita al Revoltella nel '91.
In mostra oltre cento opere esplicative del linguaggio artistico del Novecento giuliano e dei suoi complessi rapporti con altre realtà e urgenze creative, prossime e lontane. Per approfondire la conoscenza della città, del suo complesso milieu artistico e culturale e, di conseguenza, la nozione di noi stessi. Punti cardine di riferimento, tra i quali è sottesa la mostra, il 1910 con la sala dedicata alla "Città di Trieste" dalla Biennale di Venezia, e il 1941 con la mostra a Trieste della importante collezione Rimoldi di Cortina.
Curata da Patrizia Fasolato, Enrico Lucchese e Lorenzo Nuovo, la rassegna s'inserisce nella valorizzazione della storia e delle arti dal '900 a oggi, avviata dalla Provincia, mettendo a fuoco la posizione di Trieste e della Venezia Giulia rispetto alla modernità. Importanti i prestiti dei musei di Tel Aviv, Lugano, Fiume, Lubiana e di Milano, Roma, Como, Venezia, Udine e Gorizia.
«Un progetto complesso, realizzato anche grazie alla collaborazione di due significativi partner, il Polo museale Fvg/Ministero per i Beni culturali e l'Università Popolare, e l'adesione di tanti musei, italiani ed esteri, fondazioni e privati» ha affermato la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat in conferenza stampa, alla presenza dell’assessore regionale alle Finanze Francesco Peroni. «Le opere in molti casi sono assenti dai percorsi espositivi da diversi decenni. Tra le tante, ricordo l'acquarello di Arturo Nathan, Melanconia del naufrago, oggi conservato a Tel Aviv ed esposto l'ultima volta in Italia nel 1929. Un grazie a Regione, Fondazione CRTrieste, l'Upi Fvg e Assicurazioni Generali». Parole di plauso per la mostra, per l'elegante sede che la ospita e per l'importante promozione del territorio sono state espresse da Lucio Delcaro, vicepresidente del cda della Fondazione CRTrieste. «Il Polo Museale ha collaborato con convinzione al progetto - ha detto il direttore Luca Caburlotto - una sinergia che ha portato a realizzare una sezione di approfondimento della mostra al Castello di Miramare, legata alle stanze del Duca Amedeo di Savoia». Fabrizio Somma, presidente Università Popolare, si è detto poi lieto di aver svolto per la mostra un ruolo di dialogo con la vicina Croazia.
Il mondo è là, scriveva Parin. E vale davvero la pena di raggiungerlo attraverso le opere di artisti, spesso in silenzioso colloquio tra di loro, come per esempio quelle della Fini, di Sbisà e di Nathan o di altri grandi del '900.
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