Arte e territorio: “Naturae” riscopre la bellezza tra Gorizia e Gradisca
Si parte con Jacopo Veneziani e il linguaggio dei fiori. Spazio poi al dialogo tra Spazzapan e la fotografa Matson e a incontri scientifici al Giardino Viatori

Si intitola “Naturae. Connessioni tra terra e arte” la manifestazione che coinvolgerà per la prima volta Gradisca d’Isonzo e Gorizia per far vita a intrecci multipli tra luoghi, conoscenza e bellezza, coinvolgendo il pubblico in esperienze inaspettate attraverso una nuova narrazione del rapporto tra uomo e natura.
Promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, in collaborazione con Erpac, Comune di Gradisca e Codice Produzioni, Naturae offrirà un viaggio artistico e culturale articolato in tre momenti chiave – una mostra, un evento, un ciclo di incontri scientifici – nell’arco di quattro mesi.
Si parte il 29 maggio a Gradisca. Alle 21 al Nuovo Teatro Comunale è in programma l’evento aperto al pubblico Il linguaggio dei fiori. Storie, simboli e visioni nell’arte con la partecipazione del celebre storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani: un grande racconto tra natura e arte, un racconto iconografico dai Giardini dell’Eden alle nature morte del Novecento, per riscoprire come ogni pianta custodisca un alfabeto di significati profondi e possa raccontare una storia.
Dal 30 maggio al 30 agosto all’interno dello SpazioLab della Galleria d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan sarà ospitata la mostra Flowers, composta da opere fotografiche dell’artista newyorkese Katinka Matson in dialogo con i dipinti di Luigi Spazzapan. Attraverso l’uso pionieristico dello scanner Ccd, Matson trasforma petali e pistilli in ritratti metafisici, rivelando la vitalità silenziosa e la geometria segreta del mondo vegetale. Un’esperienza immersiva che invita il visitatore a rallentare e osservare in profondità.
Le immagini, prive di profondità prospettica ma straordinariamente dettagliate, restituiscono la struttura e la bellezza delle piante con una precisione che stupisce e incanta. Le composizioni floreali iperrealistiche che sembrano quadri contemporanei entrano in dialogo con le opere di Spazzapan. Questo intreccio dà vita a un allestimento inedito, che mette in comunicazione il passato e il presente, l’analogico e il digitale, l’arte figurativa e la fotografia botanica
Dopo l’esperienza estetica e poetica della mostra e della conferenza-spettacolo, Naturae prosegue nel mese di settembre spostandosi al Giardino Viatori di Gorizia: qui, tra i viali del patrimonio botanico lasciato alla Fondazione Carigo da Luciano Viatori, con un articolato ciclo di sei incontri scientifico-culturali si entrerà nel vivo della riflessione tecnica e progettuale, rafforzando l’idea di interconnessione tra arte, terra, scienza e natura che caratterizza la manifestazione.
Il Giardino diventerà un teatro della conoscenza ospitando un palinsesto di incontri aperti al pubblico dedicati alla cura e alla visione del paesaggio contemporaneo, pensati per valorizzare la biodiversità, il sapere botanico e il dialogo tra uomo e natura. Botanici, architetti del paesaggio, esperti e studiosi approfondiranno temi come la biodiversità, la crisi ecologica, la progettazione dei giardini come spazi di resilienza e bellezza, riflettendo insieme al pubblico sul rapporto tra uomo, spazio pubblico e natura.
Il ciclo di incontri chiude il percorso di Naturae, spazio dove arte, cultura, natura, luoghi e scienza si fondono per immaginare nuovi modi di abitare il pianeta. «Uno dei pilastri intorno a cui ruota l’azione della Fondazione per il triennio 2026–2028 è la parola connessioni – spiega la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin –. Una parola che evoca legami, incontri, intrecci vitali. Connessioni che nascono tra persone e istituzioni, tra luoghi e paesaggi, tra culture e visioni, ma anche tra idee e sensibilità diverse che, incontrandosi, generano nuove possibilità».
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