“Parole tra i luoghi”: la capacità delle donne di tradurre il mondo dando voce a chi resta ai margini

Lo sguardo femminile nella cultura al centro della Fiera dell’editoria internazionale

Un trio di filosofe napoletane che mette in musica il pensiero delle donne dall’antichità a oggi. È l’intrigante proposta del gruppo Ardesia, che domenica chiuderà con una lezione-concerto la terza edizione di “Parole tra i Luoghi”, la Fiera dell’editoria transfrontaliera e del Mediterraneo in programma da venerdì a domenica, dalle 10 alle 20, nella Sala Xenia della Comunità Greco Orientale in Riva 3 Novembre 7. Una tre giorni sfaccettata che quest’anno metterà al centro il tema del multilinguismo e della traduzione: ma è solo uno dei percorsi possibili, in un programma che attraverserà letteratura, poesia, arti, identità linguistiche, con uno sguardo privilegiato sul ruolo delle donne e sulle culture meno rappresentate.

Promossa dalla casa editrice triestina Vita Activa Nuova, la fiera nasce e si sviluppa in una città, Trieste, dove lingue e appartenenze si sovrappongono da secoli. Il punto non è soltanto celebrare la ricchezza delle differenze, ma interrogarsi su chi abbia il diritto di parlare, su quali voci vengano riconosciute e su quali rischino di scomparire.

«Le collaborazioni in questo terzo anno si stanno non solo allargando, ma anche consolidando», sottolinea Gabriella Taddeo presentando la manifestazione, che si regge molto sul sostegno del crowdfunding. Accanto agli incontri la Xenia, fa sapere, ospiterà una mostra mercato di editori indipendenti, presentazioni, letture, performance e laboratori, sempre a ingresso libero.

Tradurre il mondo e dare voce a chi resta ai margini. La prospettiva femminista è uno dei fili dichiarati dalla direttrice artistica Gabriella Musetti: «Siamo particolarmente attente al ruolo delle donne dentro la cultura, allo spazio che le donne hanno avuto nella realtà, ma non nella riconoscibilità». Una rilettura della storia che restituisce alle donne il ruolo avuto nella produzione del sapere, spesso senza adeguato riconoscimento. Anche la traduzione, a lungo considerata una disposizione naturale femminile più che una competenza professionale, racconta questa disparità.

Venerdì alle 18. 30 la scrittrice Laura Pariani presenterà «Primamà» (La nave di Teseo), in dialogo con Sergia Adamo e Gabriella Musetti, con letture sceniche di Gigliola Bagatin. «Primamà è Eva – spiega la direttrice artistica – la quale ha 9. 000 anni quindi c’è questo lungo percorso di vita, che racconta in modo immaginifico, usando archetipi, come si è evoluta la razza umana e come si è mossa la questione del potere dalle origini fino a una società più avanzata; in più, Pariani reinventa anche una lingua a partire da un arcaico lombardo piemontese, in cui moltissimi termini sono di pura invenzione, facendone uno strumento linguistico dirompente e rivoluzionario: l’insieme perfetto di quel multilinguismo di cui trattiamo».

Dalle grandi narrazioni alle realtà linguistiche più fragili, il passaggio è meno distante di quanto sembri. Lo dimostra “Esplorazioni nei linguaggi minoritari e arte” , un “progetto nel progetto” sostenuto dal Consiglio regionale del Fvg che accompagna la fiera dedicando un’attenzione specifica alle comunità del territorio. Domenica alle 15. 50 il forum sulle microrealtà linguistiche nelle Valli del Natisone, nell’alta Val Torre, in Val Canale e in Val Resia metterà a confronto esperienze di tutela, tradizione e produzione contemporanea.

Ne parlerà Elisabetta Lippolis, presidente di IBBY Italia, raccontando il lavoro internazionale per valorizzare la letteratura di qualità destinata a bambini e ragazzi. «Abbiamo intessuto sempre più occasioni comuni – sottolinea – e quest’anno in particolare c’è il programma che IBBY internazionale ha lanciato con l’Unesco dedicato alle lingue meno diffuse e a rischio di estinzione: è calcolato che ci sono circa 7000 lingue in questo momento di cui gran parte a rischio scomparsa. Lingue che non sono solo strumenti di dialogo fra i popoli ma veicolano diverse identità e culture».

L’appello ha raccolto 500 candidature da tutto il mondo: tra i titoli selezionati figura un testo in resiano edito dalla Zttest di Martina Kafol e entrato nella collezione internazionale dedicata a oltre 170 lingue. Un riconoscimento che lega una lingua locale a una rete mondiale e ne favorisce la trasmissione alle nuove generazioni. Kafol stessa, che è anche presidente dell’Associazione Editori Fvg, modererà la seconda parte del forum, dedicata alla valorizzazione della lingua e cultura slovena in quelle terre.

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