Per “I Puritani” a Trieste un finale a sorpresa con una chicca inedita

triesteNon solo il duetto inedito del terzo atto “Da quel dì ch’io ti mirai”, che si va a collocare appena prima del celeberrimo “Vieni fra queste braccia” per voce di Elvira e Arturo, bensì anche...

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Non solo il duetto inedito del terzo atto “Da quel dì ch’io ti mirai”, che si va a collocare appena prima del celeberrimo “Vieni fra queste braccia” per voce di Elvira e Arturo, bensì anche un piccolo frammento di variazione di Elvira “Ah sento o mio bell’angelo”, per la chiusa del finale atto terzo. Una “sorpresa” per la versione triestina de I Puritani (nella foto di Fabio Parenzan un momento delle prove in teatro), frutto della ricerca storica portata avanti dal maestro Fabrizio Maria Carminati, come atto d’amore nei confronti di Vincenzo Bellini e di un’opera scritta a fine vita dal compositore e che apre al futuro della drammaturgia.

«Un finale mai eseguito in epoca moderna - afferma Carminati, che dirigerà l’Orchestra e il Coro in questo nuovo allestimento della Fondazione al Verdi dal 16 al 24 novembre – un piccolo frammento cantabile del soprano scoperto nella partitura manoscritta de I Puritani conservata alla Biblioteca Cherubini di Firenze, del Fondo Abramo Basevi».

Un omaggio al pubblico del teatro Verdi e alla città tutta, subito condiviso da Katia Ricciarelli, che firma la regia dell’opera di apertura di stagione, insieme a Davide Garattini Raimondi. «Un cantabile rarissimo dal punto di vista drammaturgico – sottolinea Ricciarelli - per spiegare il motivo della felicità che porta al finale e per rendere così più reale l’intero melodramma».

«L’opera è ricca di spunti avveniristici affidati spesso all’orchestra – conclude Carminati – con soli di ampia importanza quali la quadriglia di corni iniziale in buca d’orchestra e in palcoscenico di profumo wagneriano, e soli strumentali di grande difficoltà quali il primo corno e la prima tromba, l’ultimo evocante ideali risorgimentali come si evince dal testo ‘libertà, vittoria, patria’».

I Puritani venne commissionata a Bellini, durante un soggiorno nella capitale francese, dal Théâtre Italien, e l’opera fu rappresentata con un cast di celebrità e accolta trionfalmente. Il compositore non colse però i frutti di questo successo: all'apice della gloria, morì di un'infezione intestinale e divenne immediatamente una figura di culto nell'immaginario romantico.

Per la rappresentazione a Trieste, un cast importante, che conta fra gli interpreti principali, Elena Moşuc e Ruth Iniesta, Antonino Siragusa e Shalva Mukeria, Mario Cassi e Stephen Gaertner, Alexey Birkus e Abramo Rosalen, Albane Carrère. Le scene e il disegno luci sono a cura di Paolo Vitale e i costumi di Giada Masi. —

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