Piero Conestabo a Monfalcone realismo psichico senza contraddizioni

È dedicata a Piero Conestabo, un artista radicato nella sua città, Trieste, in cui si è formato, ma capace di trascenderla, per cercare, e trovare, orizzonti più ampi al suo lavoro, la nuova mostra della Galleria comunale d'Arte contemporanea di Monfalcone. L'esposizione "Piero Conestabo. Realismo psichico e 100.000 pixel a matita", curata da Fabio Favretto per l'assessorato alla Cultura del Comune di Monfalcone e aperta, grazie anche al contributo dalla Regione, da ieri al 29 agosto, ripercorre in modo accurato un percorso artistico e umano iniziato nell'Istituto d'arte Nordio in cui, sul finire degli anni Sessanta dello scorso secolo, erano docenti Miela Reina, Ugo Carà, Maria Campitelli. Figure fondamentali, non solo o non tanto per la trasmissione di competenze tecniche, come Conestabo ha sottolineato ieri, nel corso della presentazione della mostra assieme al curatore e all'assessore alla Cultura Luca Fasan. Il titolo della mostra è quindi una contraddizione in termini solo apparente, come sottolineato dal curatore. «Si parte dalla realtà materiale, concreta, del soggetto ispiratore, che, però, viene lasciata decantare per poi essere trascesa attraverso il filtro del pensiero e della sensibilità dell'artista - ha spiegato Favretto -, ma anche attraverso le fitte trame coloristiche e chiaroscurali a matita».
Un mezzo d'espressione che rimane una costante nelle opere, che coprono tutto l'arco della produzione di Conestabo, esposte a Monfalcone, in cui vengono poi utilizzati catrame e acrilico, inchiostro e creta, abbinati a supporti diversi. Così frammenti occasionali di natura, come fiori recisi e abbandonati, stoppie, oppure materiali di risulta, una volta trasferiti sul supporto con il torchio, diventano l'origine di lavori che scivolano verso un astrattismo non fine a se stesso, ma parte di un racconto più complesso, capace di sviluppare tematiche sociali, riflessioni sul rapporto uomo-ambiente, richiami al passato per comprendere il presente.
È un percorso coerente quello dell'artista triestino, come confermano le altre tre sezioni della mostra, in cui trovano spazio la serie de "Via lattea", dedicata ad altri mondi e spazi possibili, quella "Mete e miti", installazioni in cui si indaga il rapporto con la storia, e la ricostruzione della Sala costruttivista, prodotta da Conestabo nel 1991 per una mostra al Museo Revoltella. La riproposizione della sala, andata perduta negli originali, del 1927, di Augusto Cernigoj e degli altri artisti che portarono nel capoluogo giuliano un movimento al tempo ancora d'avanguardia, rimanda appunto in modo coerente a un'arte che non sia solo per l'arte, ma anche riflessione sul mondo.
A completare la ricca esposizione non solo un catalogo, già disponibile, ma anche un programma di visite guidate con l'artista e il curatore della mostra tutti i venerdì, alle 18.30, tutti i sabato alle 18 e domenica alle 11, per un massimo di 12 persone (su prenotazione telefonica allo 0481494177-371 o via mail all'indirizzo galleria.didattica@comune.monfalcone.go.it). —
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