Pinocchio e Cenerentola oggi

Al Teatro San Giorgio di Udine le favole firmate dal regista Arcuri

UDINE. Esperire che cosa significhi “raccontarsi delle storie” e, al tempo stesso, interrogarsi spietatamente sul limite sottile tra la realtà che spesso ci nascondiamo e la finzione in cui vorremmo rifugiarci. È questa la sfida lanciata da “Cenerentola” e “Pinocchio”, fiaba e favola della tradizione riscritte dall’autore francese (e regista) contemporaneo Joêl Pommerat, che offrono al regista Fabrizio Arcuri una nuova occasione per mettere in scena la sua idea di teatro. «E cioè – precisa - permettere all’attore e allo spettatore di vivere un’esperienza».

I due lavori, in prima nazionale nella stagione di “Teatro Contatto” il 16, 17 e 18 febbraio alle 21 (“Pinocchio”) e il 22 e 23 febbraio alle 21 (“Cenerentola”) al Teatro San Giorgio di Udine (saranno poi in replica entrambi il 24 e 25 febbraio nella stessa sede rispettivamente alle ore 22 e 19), sono stati presentati ieri dallo stesso regista Arcuri, con il presidente del Css Teatro Stabile d’innovazione del Fvg Alberto Bevilacqua. È intervenuto anche l’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Federico Pirone, per ricordare come «Udine sia da quarant’anni, specie grazie al Css, città aperta alle provocazioni culturali che arrivano dal teatro d'innovazione contemporaneo». Prodotti da Css in collaborazione con “Accademia degli Artefatti”, i due spettacoli segnano il nuovo approdo di una progettualità artistica “di respiro triennale”, ha segnalato Bevilacqua, ricordando il precedente lavoro firmato da Arcuri per il Css, “Materiali per una tragedia tedesca”, grande affresco corale sugli anni di piombo in Germania scritto da Antonio Tarantino.

L’articolazione pluriennale ha consentito al regista di pensare e sviluppare un percorso articolato, avvalendosi di una compagine di attori e attrici selezionati (tra 300 curricula da tutta Italia), a formare una “compagnia” stabile, composta da quattordici interpreti. Otto sono quelli che prendono parte a queste due nuove produzioni: Luca Altavilla, Matteo Angius, Gabriele Benedetti, Elena Callegari, Irene Canali, Rita Maffei, Aida Talliente, Sandro Plaino (in “Pinocchio”). Lo spazio scenico è disegnato da Luigina Tusini, assistente alla regia Matteo Angius. «Spettacolo più femminile Cenerentola e più maschile Pinocchio – ha spiegato Arcuri - ma restano entrambi comunque corali. Affrontano i temi e le storie delle due fiabe, ma trattandoli come devono essere trattati oggi». «Rispetto alle messe in scena di Pommerat, molto ‘visive’ – ha concluso il regista – le mie sono più legate al senso delle parole e alle sfaccettature politiche e sociali dei testi».

Alberto Rochira

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