Quattro passi a Cividale sulle tracce della storia cercando i Longobardi

Un gita "fuori porta" sulle tracce della storia? Diversi posti, nella nostra regione, rispondono adeguatamente a questa esigenza ma Cividale del Friuli, alle spalle delle magiche Valli del Natisone, può a buon titolo salire sul podio delle mete da non lasciarsi sfuggire. Cividale del Friuli è il punto di partenza dell'itinerario longobardo in Italia, riconosciuto dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, ma può vantare una storia davvero millenaria dato che le prime tracce di insediamenti risalgono addirittura Paleolitico e Neolitico. La posizione strategica indusse i Romani a stabilirvisi, fondando un castrum, che fu in seguito elevato da Giulio Cesare a forum, mercato. Da qui deriva il nome di "Forum Iulii" poi divenuto identificativo di tutta la regione.
Cividale del Friuli ha sviluppato e mantenuto intatta nei secoli un'impronta nobile e austera segnata soprattutto dalla dominazione dei Longobardi. Sono moltissimi i luoghi da scoprire, anche se, in questa cittadina, quello che più attrae è l'armonia dell'insieme, le forme e i colori del passato che emerge a ogni angolo e l'aver trovato il giusto modo per valorizzarlo al meglio. La scoperta di Cividale avviene obbligatoriamente dal Ponte del Diavolo, attraversato il quale si può puntare dritti a piazza del Duomo dove si trova l'imponente Basilica di Santa Maria Assunta, in stile gotico veneto. All'interno, la Pala d'argento di Pellegrino II sull'altare, in lamina d'argento sbalzata con doratura a fuoco, costituisce uno dei capolavori dell'oreficeria medioevale italiana.
Degno di nota è il Battistero di Callisto, un'edicola ottagonale, ornata da bellissime decorazioni scolpite, risalente alla metà dell'VIII secolo e soprattutto, l'Ara di Ratchis, dedicata all'omonimo re dei Longobardi, nonché duca di Cividale. Sempre in piazza, il Palazzo dei Provveditori Veneti, del 1565, ospita oggi il museo archeologico nazionale. Alle spalle del Duomo, l'atmosfera risuona di antiche eco longobarde, qui più che mai. Dietro la chiesa di San Giovanni Battista, ci si trova in piazza San Biagio, sulla quale si apre il passaggio pensile che, tra l'incanto del verde sulle mura, porta all'iconico Tempietto Longobardo, l'espressione migliore dell'alto Medioevo occidentale. Davanti all'edificio dell'VIII secolo, il bellissimo panorama sul Natisone che scorre tra le pareti profonde e scoscese. Via Monastero Maggiore, dal caratteristico acciottolato irregolare, conduce direttamente all'Ipogeo Celtico, curioso e interessante complesso di grotte artificiali, scavate a diversi piani e raggiungibili con ripide ma suggestive scalinate.
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