Queste sono “Follie al Principato” dove il sesso non è come sembra

Da oggi al 22 luglio, al teatro Verdi, l’opera buffa con musica di Offenbach regia e interpretazione di Andrea Binetti, direttore Takayuki Yamasaki



Debutta oggi, alle 21, al Teatro Verdi l’atto unico “Follie al Principato”, libero adattamento di Domenico Carboni tratto dall’opera buffa ‘L’ile de Tulipatan’ di Henri Chivot e Alfred Duru, musica di Jacques Offenbach, nel nuovo allestimento del teatro Verdi con regia, scene e costumi di Andrea Binetti. Il maestro concertatore e direttore è Takayuki Yamasaki, il maestro del coro Francesca Tosi, gli interpreti sono Ilaria Zanetti (Alessio), Andrea Binetti (Ermosa), Francesco Paccorini (Cacatois XXII), Silvia Bonesso (Teodorina), Francesco Cortese (Romboidal) e Cler Bosco (Colibri’). Repliche (ore 17 e 21) da domani a lunedì 22 luglio, biglietto intero 10 euro, ‘under 18 e over 65’ 7 euro.

Quella di stasera è una prima mondiale assoluta in quanto rivisitazione totale dell’atto unico scritto da Offenbach nel 1868, con uno sviluppo moderno pur restando nella trama originale, che narra di un vecchio duca un po’ rimbambito e guerrafondaio il cui erede si rivelerà essere una femmina così come la figlia del gran siniscalco Romboidal è in realtà un maschio. Naturalmente questa situazione en travesti «scatena ilarità e si presta al gioco scenico – spiega Andrea Binetti - ma dietro alle facili risate Offenbach tocca temi attualissimi ancora oggi, come il diritto di genere, la legge salica in virtù della quale il trono passava al maschio primogenito, l’omosessualità punita con la lapidazione. Io vengo registrato come femmina per non andare in guerra, perciò si tocca anche il tema della protezione materna. Quindi, dietro alla comicità spicciola ci sono dei principi di vita molto forti e tuttora attuali, perché anche oggi le tragedie sono sempre in agguato».

Ambientato a Napoli, lo spettacolo ha un’impronta fresca mediterranea e solare, c’è il mare e tutto l’allestimento è nei toni del blu, dell’azzurro intenso, del bianco e della luce. Non mancherà il can can e si approderà in gondola a Venezia, perché l’opera finisce con una barcarola tipica della scrittura musicale offenbachiana. Nel cast una specialista del genere come Ilaria Zanetti, «ovvero il mio grande soprano bonsai – scherza Binetti - perfetta per questo ruolo en travesti», e la bellissima Cler Bosco che interpreta sulle punte ‘stile gemelle Kessler’ la figuretta maliziosa dell’uccellino Colibrì. Rilevante è anche la presenza del coro, dalle cui fila provengono gli altri tre protagonisti.

«Il nostro Teatro – prosegue Binetti - ha un Coro che, oltre ad avere un’ottima vocalità, per trent’anni ha fatto anche la piccola lirica e quindi sa muoversi, ballare e stare disinvoltamente in palcoscenico ed è fatto da tanti solisti. Sono ben felice di mettere in risalto e dare il giusto valore ad artisti come Silvia Bonesso, Francesco Cortese e Francesco Paccorini. Cortese e Bonesso, coniugi in scena e nella realtà, sono due caratteri di natura, con una fisicità e una simpatia innata. Lui è napoletano e lei veneta e per questo, pur recitando in italiano, ho messo nel copione delle inflessioni sia napoletane che venete e ho ambientato lo spettacolo nel regno di Napoli. Mentre Paccorini è triestino ed è quello più avvezzo a questo tipo di repertorio».

L’entusiasmo coinvolgente di Binetti è condiviso da Paccorini, che dice di avere un ruolo divertente, con una simpatica aria con il coro e gli altri solisti. Cortese, alle prese con la novità della recitazione, spiega che musicalmente il suo ruolo ha degli sprazzi lirici che gli consentono di mettere in risalto le sue qualità vocali, così come la fisicità un po’ rotondetta «dovrebbe aiutarmi a sottolineare la comicità di Romboidal». Ma anche Silvia Bonesso si dice entusiasta del proprio ruolo, ben visibile grazie a un costume e a una parrucca bellissimi. «Noi - conclude Bonesso – ci divertiamo tanto ma soprattutto cercheremo di far divertire il pubblico».



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