Raccolta di “Operine per Rosella” in ricordo della signora del pop

Il 19 dicembre la triestina Pisciotta avrebbe compiuto 80 anni. Da La Cappella Underground al Teatro Miela  ha segnato la cultura in città
Roberto Canziani



«È un progetto semplice, gentile, digitale».

Così i tanti amici di Rosella Pisciotta presentano la proposta di partecipazione collettiva "Operine per Rosella", che avrà culmine domenica 19 dicembre.

Morta nel gennaio del 2017 all’età di 75 anni, Rosella Pisciotta avrebbe compiuto ottant'anni, quel giorno, la signora del pop triestino, anima e motore femminile di tante iniziative che hanno trasformato Trieste dagli anni '60 in poi. Da La Cappella Underground al Teatro Miela, all'annuale appuntamento con Eric Satie.

Scomparsa cinque anni fa, Pisciotta non è stata certo dimenticata da coloro che sono stati attraversati dalla sua gentilezza e dalla sua determinazione.

E hanno collaborato con lei nel dare vita al suo inesauribile bagaglio di idee: una creatività concreta, che ha acceso in città le luci internazionali di una cultura d'avanguardia.

Appunto per riattivare quello spirito, l'iniziativa "Operine per Rosella" propone a tutti coloro che l'hanno conosciuta e stimata di lasciare un segno pubblico: una "operina".

«Abbiamo aperto un gruppo su Facebook - dicono - nel quale ciascuno può pubblicare la propria piccola opera: una fotografia, un disegno, un oggetto in 3d, un progetto illustrato, o una semplice proposta: qualsiasi cosa Rosella avrebbe avuto piacere di ricevere».

In vista della scadenza del 19 dicembre, in questi ultimi giorni i post si sono moltiplicati. A decine. Finché domenica, in un incontro pubblico alla Stazione Rogers (inizio alle ore 11) e in diretta streaming sulle pagine di Facebook, tutte le "operine" verranno presentate ai cittadini, scorrendo la galleria digitale che le ospita.

Un indimenticabile, plurale, collettivo regalo di compleanno.

E non solo: le più recenti tecnologie faranno sì che, in modo automatico, con i post digitali apparsi sul gruppo Fb, si possa creare il "libro delle operine".

Un volume vero, solido, cartaceo, da scaricare e stampare personalmente. Perché come sanno tutti oramai, il digitale non si è sostituito alla carta, ma la accompagna moltiplicandone le qualità.

Pure il Teatro Miela, dove continua a esserci la scrivania di Pisciotta, piena ancora di immagini forse, di film, fotografie, appunti, giocherà la sua parte.

Con un gesto a sorpresa, ma riconoscibile da tutti coloro che passeranno lungo le Rive, anche il Miela darà visibilità forte alla giornata del compleanno.

Non passa minuto, intanto, che su Facebook la galleria delle "Operine per Rosella" non trovi nuove adesioni. E si moltiplichino gli spunti per idearne altre. Chi con un post gattofilo ricorda la passione di Rosella per i felini (passione condivisa da una buona maggioranza degli utenti del social). Chi la omaggia con rose e roselline.

O con le immagini dell'artista che, oltre a Eric Satie e John Cage, le era più cara: la coreografa tedesca Pina Bausch.

Chi infine, associandola proprio a Bausch, rammenta il suo bisogno di "cicche": sigarette lunghe e sottili diventate una parte, quasi, del suo ritratto.

La prima "operina", quella che apre la galleria, è stata realizzata dal suo consorte, Cesare Piccotti, altro punto fermo delle avanguardie triestine.

Si tratta di un'immagine solarizzata e alcuni sbaffi di luce al neon, richiamano giocosamente l'arte fotografica e futurista di Wanda Wulz e sperimentazioni visive molto più recenti. —



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