Rosa cerca la felicità e sbaruffa con la Madonna

Recita in una chiave un po’ insolita Alba Rohrwacher, diretta da Gianni Zanasi con una verve comica e alcuni tratti più spigolosi rispetto al passato nel ruolo di Lucia, una geometra scrupolosa e zelante, proprio per questo suo “vizio” non sempre gradita ai committenti che preferirebbero passare, italianamente, con maggiore elasticità sulle norme di legge. Il lavoro è precario e le cose a casa vanno anche peggio: la relazione con il compagno Arturo (Elio Germano) attraversa un momento di crisi e Rosa, la figlia adolescente, sbuffa. Un nuovo incarico farebbe sicuramente comodo. E se inizialmente Lucia vorrebbe accettare di buon grado la proposta di Paolo (Giuseppe Battiston) che le commissiona i rilievi sulle colline destinate a ospitare un complesso edilizio chiamato “Onda”, quando si imbatte in alcune incongruenze tra mappe catastali e misurazioni, finisce per esitare. Meglio chiudere un occhio e portare a casa il pane o dare ascolto alla voce della propria coscienza? Come se non bastasse, a questo dilemma morale si aggiungono le misteriose apparizioni della Madonna, che si mostra a Lucia, chiedendole di farsi sua portavoce e di far costruire una chiesa laddove invece dovrebbe sorgere “Onda”. Se lei si mostra refrattaria e poco compiacente, la Madonna non è da meno. Sono quasi botte da orbi nella sequenza più inaspettata e spiazzante del film, con la santa e la giovane donna che si azzuffano senza che nessuna delle due voglia cedere all’altra. Presentata a Cannes alla “Quinzaine des Realisateurs”, “Troppa grazia” è una commedia originale e bizzarra che ha il pregio di affrontare alcuni temi cruciali del presente con il limite della troppa leggerezza, delegando allo spettatore il compito di accogliere la chiave di lettura che più gli aggrada: quella rivoluzionaria (e bombarola); quella religiosa, che trova la risposta al dilagare di un capitalismo senza scrupoli nella fede; quella laica, che vede nella Madonna la personificazione della coscienza di Lucia. Il finale, che non sveliamo, non aiuta a risolvere questa sua ambiguità. —
Bea. Fio.
“Troppa grazia” di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron
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