In dialogo con il Signore, il teologo Malnati spiega i Salmi
Nel suo nuovo libro il sacerdote, ex vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste, illustra e riflette sul salterio di Re Davide

Una raccolta di centocinquanta preghiere suddivise in cinque libri, che racconta oltre nove secoli di storia del popolo di Israele: dal tempo di Mosè (intorno al 1400 a.C.) al periodo post-esilico dopo il 500 a.C. Centocinquanta testi poetici nati come canti che esprimono ora formule di gratitudine, ora lamenti struggenti; lodi purissime e suppliche più drammatiche. Parliamo dei Salmi.
Certamente scritti da più autori (Asaf, i figli di Core, Salomone, Mosè, Etan l'ezraita ed Eman l'ezraita…), benché attribuiti dalla tradizione biblica al solo Davide costituiscono un pilastro sia nella spiritualità del popolo ebraico nelle sue vicende più antiche, ma anche nella preghiera personale e nelle liturgie comunitarie del popolo cristiano.
Dai padri della Chiesa al Concilio vaticano II
Anzi, da sempre, sono sempre considerati una forma privilegiata di preghiera nella Chiesa. I Padri – da Agostino ad Ambrogio – ne hanno colto la forza spirituale. Il monachesimo li ha trasformati in invocazioni da recitare per rafforzare la fede e poi musicati per l’ufficio divino.
Il Concilio Vaticano II li ha collocati al cuore della preghiera liturgica, promuovendo una maggiore partecipazione dei fedeli e un rinnovato senso della presenza di Cristo nella vita della Chiesa.
Rendendo la preghiera dei Salmi non solo patrimonio del clero, ma esperienza spirituale accessibile a tutti i credenti. Rafforzando inoltre il legame tra tradizione biblica e vita cristiana contemporanea.
Ad offrire ora una guida chiara ed accessibile alla conoscenza di questo antico tesoro di poesia e di spiritualità, al suo autentico significato, arriva ora in libreria I cinque libri dei Salmi. Origine e messaggio (pp. 242, euro 19, Eupress FTL- Edizioni Cantagalli), scritto dal teologo Ettore Malnati, già parroco e vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste, autore prolifico e docente in diversi atenei, ora tornato nel suo paese di origine dove collabora con diverse parrocchie in provincia di Varese.
L’approccio di Malnati
Senza pretese di nuovi approfondimenti esegetici o ermeneutici (ma aiutando il lettore a non perdersi tra generi letterari, contesti storici o le complesse metafore dell’Antico Oriente), e senza replicare approcci peculiari della “salmodia” contemporanea (sperimentata già da padre David Maria Turoldo per vivere il messaggio biblico alla luce della contemporaneità), l’autore, in queste sue nuove pagine rivela invece un altro intento.
Ovvero – rispettando l'architettura originaria del Salterio modellata sul Pentateuco – «leggere fedelmente la pregnanza antropologica dei salmisti cogliendo il dramma sia dei soggetti che della situazione del popolo eletto nei suoi momenti di gratitudine e di delusione».
Così monsignor Malnati che, aprendo la sua riflessione pastorale-catechetica sviluppata appunto lungo i binari paralleli della dimensione antropologica e della tensione messianica aggiunge: «I Salmi, così come sono vissuti sia dalla sinagoga che dalle comunità cristiane, sono quella eco che ci rende presente la voce di un popolo che Dio ha eletto affinché possa essere nella difficoltà di una non facile fedeltà (tanto da ‘meritare’ l’appellativo di ‘popolo di dura cervice’) quella ‘profezia’ di un monoteismo dinamico dove la relazione tra popolo e Dio è attenzione educante di un Padre con la sua famiglia».
E conclude: «Considerare così la valenza dei diversi salmi aiuta i credenti, sia dell’Alleanza Antica che di quella Nuova, a storicizzare e nello stesso tempo a rendere umano il rapporto con Dio».
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