Sogno quindi sono Maria Bossa spiega i simboli del mondo onirico

Domani alla Ubik il libro della psicoterapeuta sui rapporti con i pazienti basati sull’analisi  di trenta casi studiati



Ci sono notti buie come la pece e vuote di sogni. E ci sono notti in cui animali mostruosi, numeri e forme, persone o le forze della natura popolano il sonno, traghettandoci al mattino successivo con la sensazione che qualcosa sia accaduto, di là dal semplice dormire. Ed è proprio così: l’attività onirica è il processo vitale ed essenziale con cui la psiche risana il vissuto immagazzinato durante il giorno da ciascuno. E addirittura il vissuto collettivo. Ricordare il sogno non è fondamentale: la psiche sa ciò che le serve, in ogni momento dell’esistenza. Ma quando un sogno riaffora in superficie come va analizzato? Una nuova modalità interpretativa ce la offre Maria Bossa, psicoterapeuta ad orientamento junghiano, nel suo libro “Interpretare il sogno in psicoterapia – Teoria, simboli, casi clinici” (Edra, pagg. 363, Euro 25). Il saggio condensa oltre trent’anni di psicoterapia in cui Bossa ha archiviato e analizzato un considerevole numero di sogni, dei quali presenta qui un distillato relativo a circa trenta dei casi più significativi da lei seguiti.

Attraverso la narrazione di casi clinici, Bossa –formatasi con Alberto Schon, e con lo psicoanalista argentino Salomon Resnik e Silvio Cusin, propone una metodologia che aiuta nella lettura del sogno i protagonisti del processo terapeutico: il paziente e il suo terapeuta. Tre sono, per Bossa, le fasi oniriche che accompagnano un percorso terapeutico completo. La prima corrisponde al periodo in cui il problema emerge in superficie e arriva all’attenzione del terapeuta. Nella seconda fase si inizia il processo interpretativo, mentre nella terza, quella in cui i sogni cambiano colore, il paziente prende consapevolezza di sé e tocca con mano la propria energia interiore che si risana. E in questo svolgersi della relazione, sta al terapeuta scegliere di volta in volta il grado di approfondimento da condividere con il paziente, in base al grado di consapevolezza raggiunto da quest’ultimo. Ché risanando il vissuto personale si risana anche il vissuto collettivo, quell’inconscio iunghiano che ci accomuna nel percorso dell’evoluzione costellando di memorie condivise la nostra storia. Memorie che, a volte, solo il sogno fa affiorare, rimettendoci in contatto co. “Interpretare il sogno in psicoterapia” verrà presenttao domani alle 18 libreria Feltrinelli, via Mazzini 39, a Trieste, da Laura Scevola, vice-presidente dell’associazione Futuro donna. Luisa Mari leggerà alcuni sogni che saranno poi commentati dall’autrice. —

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